Cultura

Alexander Pope, il poeta del neoclassicismo inglese odiato dai romantici

“Le parole son come le foglie; e dove più abbondano, raramente sotto si trovano molti frutti del senso”.

Alexander Pope. Questo pensava della società del suo tempo il poeta “razionalista” inglese. Nato il 21 Maggio del 1688, Pope era considerato dai romantici “l’antitesi del vero poeta”. Tre caratteristiche distinsero la sua poetica: chiarezza, correttezza e buon senso. Nasceva oggi il poeta inglese, amante dei classici, intellettuale di professione, incarnazione del perfetto uomo “augustano”.

Pope, vita complicata per il pittore più importante del ‘700 inglese

Non si sa molto dell’infanzia e della giovinezza di Alexander Pope. Quello che è certo è che non ebbe una vita semplice. Fin da piccolo fu affetto da una malattia particolare, una tubercolosi ossea, che segnò tutta la sua vita, rendendolo diversamente abile da un punto di vista fisico. Figlio di un ricco mercante cattolico, non ha potuto studiare in strutture e quindi la sua formazione fu completamente privata. Nonostante i successi che ebbe in seguito alla pubblicazione dei suoi lavori, condusse sempre una vita discreta e solitaria, tanto da isolarsi completamente, in età adulta, nella sua villa a Twickenham, dove poi morì il 30 Maggio del 1744. La Letteratura fu la sua unica occupazione. Non si dedicò mai ad altro se non allo studio e alla scrittura.

Pope è considerato il massimo esponente del neoclassicismo inglese. Incarna il perfetto intellettuale del periodo che predilige l’intelletto e la razionalità alla fantasia. Forse per questo era tanto “odiato” dai suoi colleghi futuri, i poeti romantici. Fortemente criticato da questi ultimi, venne messo completamente da parte nel periodo e perse la notorietà che aveva conquistato durante il ‘700. Per fortuna fu rivalutato nel XX secolo e oggi la figura di Alexander Pope è fondamentale per comprendere la letteratura inglese, considerato uno dei migliori del XVIII secolo.

Alexander Pope, le sue opere principali

Fondamentali per la letteratura inglese sono state le opere di Pope. In un primo momento attinenti ad uno stile satirico elegante, in seguito più cupe ed animate. Le sue opere principali contengono delle raffinate caricature della superficialità della società del tempo. Critica fortemente la volgarità e la vita condotta senza principi morali della classe nobile del suo tempo. Pope, però, non risparmia neanche i suoi colleghi, o pseudo-colleghi. Nella sua opera più famosa “The Dunciad”, scritto intorno al 1742, Pope si scaglia contro “gli zucconi” e i poveracci che senza nessun talento in particolare cercano di arricchirsi attraverso la scrittura di opere altrettanto mediocri e scadenti. 

La sua opera migliore però è considerata “The Rope of the Lock”, scritto intorno al 1712 è un poema eroicomico. Scritto per riparare ad una disputa tra due giovani dell’alta società inglese, si trasforma in una delicata critica alla ricca nobiltà terriera, la classe dominante della società dell’epoca. Del 1713 è invece “Windsor Forest”, un poema pastorale sulle bellezze della campagna inglese. Famosissimi anche i suoi saggi “Moral Essay”, scritto nel 1731, e “Essay on Man” del 1733, di genere più filosofico. È grazie alle traduzioni di Omero, in particolare dell’Odissea e dell’Iliade, che però acquista notorietà e si arricchisce.

Satira e Raffinatezza

Pope era un razionalista e la sua poetica era incentrata sul culto del classicismo ma soprattutto sulla satira sociale. Una satira espressa con eleganza e mai volgare che permetteva di elaborare raffinate caricature della società del tempo. Attraverso queste satire si permetteva di dare giudizi e consigli ai suoi lettori e di enunciare i canoni di giudizio morali ed estetici tanto cari al poeta. Nel 1713 fonda anche un club di intellettuali che però, sfortunatamente ha vita breve. Lo “Scriblerus Club” nacque con l’intento di riunire gli intellettuali satirici del tempo con uno spiccato indirizzo conservatore. L’anno dopo però, il club si scioglie e gli scrittori riescono a pubblicare solo due lavori, ma comunque dopo lo scioglimento.

Ironia, solennità, umorismo e malinconia sono i toni principali dei lavori di Pope. Grande promotore del “distico eroico” forma tradizionale della poesia inglese, veniva usato di solito per la poesia epica. Aveva una sua propria chiave interpretativa del mondo, elogia ed incarna il perfetto uomo “augustano”. Un ideale di essere razionale, in possesso di buon senso e di equilibrio interiore, un intellettuale dalle maniere galanti. Altro tema su cui ruota la sua poetica è la natura. Una natura concepita come una guida divina, una norma offerta di Dio all’uomo. Se l’intellettuale vive seguendo le leggi della natura, vivrà in armonia con la volontà di Dio. Con questa idea sprona i lettori a seguire le regole degli antichi e la natura.

Ilaria Festa

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