Alicia Keys ha dato la sua visione sull’industria musicale, riguardo alla bassa percentuale di presenze femminile tra gli addetti ai lavori.
L’artista che recentemente abbiamo visto sul palco del Festival di Sanremo al fianco di Eros Ramazzotti, ha presentato la mostra Giants: Art From The Dean Collection, curata dalla stessa insieme al marito e producer Swizz Beatz, attualmente esposta a Londra. Intervistata dal Times, la voce di Fallin’ ha parlato del business musicale, e delle difficoltà che hanno le donne ad inserirsi, sia nelle vesti di produttrici che come ingegneri di studio: “Il mondo della musica diventa un club di soli uomini e a tutte le incredibili donne che lavorano come ingegneri e produttrici non viene data una porta aperta…Le donne costituiscono il 2% dell’intera impresa. Sono una produttrice ed eccoci qui, a fare un sacco di lavoro, a spaccare tutto, quindi è scioccante che il numero sia così piccolo. Invece di togliermi dalle p**e, era giunto il momento di creare opportunità.”
Alicia Keys, il punto di vista sull’industria musicale
Pur riconoscendo che alcuni dei suoi brani contengono messaggi femministi, la Keys ha affermato che non erano apertamente intenzionali, ma nascevano naturalmente dalla sua ricerca di emancipazione e motivazioni. “Non avevo intenzione di inventare canzoni con messaggi femministi, e la maggior parte di esse sono state scritte perché non mi sentivo così forte, quindi ho dovuto farmi un discorso di incoraggiamento per andare avanti, ma è un filo conduttore attraverso il mio lavoro”
Alla domanda sulla condivisione di consigli con artisti emergenti, l’artista aveva risposto suggerendo “di pensare a come diventare proprietari delle proprie creazioni”. La diciassette volte vincitrice Grammy ha aggiunto che diventare supporter di se stessi è fondamentale per prosperare nel lato commerciale dell’industria musicale, che è particolarmente difficile da navigare. “Nessuno ti dice queste cose..Hai a che fare con tutti questi dirigenti e avvocati che amano prendere le loro percentuali e farti pagare troppo, ma non ti dicono mai: ‘Come possiamo assicurarci che tu sia qui per restare?’”





