Il 7 giugno del 1975 vedeva la luce un futuro talento smisurato della pallacanestro, che avrebbe fatto parlare di se in NBA. Stiamo parlando di Allen Iverson, per tutti “The Answer”, che oggi compie 45 anni.

Allen Iverson e una vita complicata

Allen Iverson ai tempi di Bethel High School. Photo by ClutchPoints

Allen Iverson nasce ad Hampton, in Virginia, il 7 giugno 1975. Sua madre Ann lo mette alla luce alla giovanissima età di 15 anni, mentre il padre sparirà nel nulla appena dopo il parto. Allen ha comunque come secondo nome quello di suo padre, ovvero Ezail.

Iverson è costretto a crescere in fretta viste le difficoltà della sua famiglia, così si rifugia nello sport. Si iscrive alla Bethel High School, dove diventa una vera e propria star. Infatti AI porta la sua squadra a vincere sia il campionato di basket che quello di football, vincendo il titolo di MVP in entrambi gli sport e venendo addirittura eletto miglior quarterback della Virginia.

L’infanzia complicata di Allen però si fa sentire il 14 febbraio 1993, quando ha 17 anni. Iverson e alcuni suoi amici vennero coinvolti in una rissa in una pista da bowling ad Hampton. La scazzottata si trasformò nel ormai classico e triste scontro tra bianchi e neri, e nella confusione di quella serata Allen venne accusato di aver colpito con una sedia una donna alla testa. Lui e suoi tre amici furono gli unici arrestati di quella sera, e Iverson fu condannato ad una pena detentiva di 15 anni.

Fortunatamente però dopo quattro mesi in carcere, ad Allen Iverson fu concessa la grazia dal governatore della Virginia, mentre la Corte d’Appello ribaltò il verdetto iniziale per mancanza di prove.

“Ho dovuto sfruttare l’esperienza del carcere come qualcosa di positivo. Andare in prigione e mostrare delle debolezze fa sì che tutti gli altri ti prendano di mira. Non ho mai mostrato alcuna debolezza. Ho continuato ad essere forte fino a quando non sono uscito”.

Queste le parole di Iverson sul suo periodo in prigione.

La nascita di The Answer

Allen Iverson e Michael Jordan. Photo by NBC Sports

Dopo due un’annate al college di Georgetown dove mette in mostra tutto il suo talento, per Allen Iverson arriva la chiamata della NBA.

Il Draft 1996 prometteva molto bene, con alcuni nomi come Kobe Bryant e Steve Nash che avrebbero lasciato il segno nella lega. Con la prima scelta di quel Draft però i Philadelphia 76ers selezionarono proprio Allen Iverson.

Già ai tempi Iverson era soprannominato “The Answer”, che significa “la risposta”. Questo soprannome venne coniato dal suo gruppo di amici già nel 1994. Vista il momentaneo ritiro di Michael Jordan durante quell’anno, AI doveva essere “la risposta” alla mancanza di una stella nella NBA.

E forse il primissimo momento da ricordare nella carriera di Iverson è proprio contro Michael Jordan. Era il 12 marzo 1997, e il rookie affrontava proprio Jordan, superandolo con un famosissimo e bellissimo crossover, rimasto nella storia della NBA. The Crossover.

The Step Over

Allen Iverson e lo Step Over. Photo by Ron Cortes

L’apice della carriera di Allen Iverson è però senza ombra di dubbio la stagione 2000/2001. Al termine di quella regular season i suoi Philadelphia 76ers chiusero al primo posto nella Eastern Conference con 56 vittorie e 26 sconfitte, pareggiando il record dei Los Angeles Lakers. The Answer chiuse la Regular Season vincendo il titolo di MVP con medie a dir poco spaziali: 31.4 punti, 5.5 assist, 4.5 rimbalzi e 2.8 palle rubate a partita.

I Playoffs furono tortuosi per Philadelphia, che dopo il 3-1 rifilato nel primo turno agli Indiana Pacers dovette affrontare due Gare 7 prima di accedere alle Finals. Toronto e Milwaukee vennero infatti eliminate entrambe per 4-3, così Iverson e compagni si presentarono all’atto finale al cospetto dei Los Angeles Lakers di Shaquille O’Neal e Kobe Bryant.

Il 6 giugno 2001 allo Staples Center andò in scena Gara 1, una delle partite rimaste più impresse nei ricordi di tutti gli appassionati. Allen Iverson disputò una partita surreale, e Philadelphia sorprese i Lakers, regalando la prima sconfitta ai losangelini in quei Playoffs. Il finale sorrise ai Sixers per 107-101, grazie ad un Iverson inverosimile autore di 48 punti, 6 assist, 5 palle rubate e col 18/41 dal campo. Dall’altra parte non bastarono i 44 punti messi a referto da Shaquille O’Neal, conditi anche da ben 20 rimbalzi.

Questa partita non verrà ricordata solamente per il risultato, ma anche per lo Step Over di Iverson, che dopo un canestro scavalcò letteralmente Tyronn Lue, finito a terra nel tentativo di difenderlo. Una mossa rimasta nella storia della NBA.

La fine di Allen Iverson

Allen Iverson in maglia Denver Nuggets. Photo by Getty Images

Allen Iverson rimane nell’ormai sua Philadelphia fino alla stagione 2006/2007, quando si trasferisce ai Denver Nuggets di Carmelo Anthony. Qui disputa due ottime stagioni, prima di iniziare il suo declino.

Dopo l’esperienza a Denver Iverson si ritrova con la valigia in mano, e passa da Detroit a Memphis prima di chiudere l’ultima sua stagione NBA ancora a Philadelphia, dove tutto iniziò.

Nell’ottobre del 2010 firma con i turchi del Besiktas, ma una calcificazione alla gamba lo costringe ad un lungo stop. Il 30 ottobre 2013 annuncia ufficialmente il suo ritiro, con la sua maglia numero 3 ritirata dalla squadra simbolo, i Philadelphia 76ers.

Iverson chiude la sua carriera con 26.7 punti, 6.2 assist, 3.7 rimbalzi e 2.2 palle rubate a partita.

“And steps over Tyronn Lue”.

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