Formula 1

Alpine, dalle origini alla Formula 1

Il marchio francese Alpine quest’anno entrerà nel mondo della F1 con il nome di Alpine F1. Il nuovo marchio andrà a rinominare il vecchio team Renault. Un nuovo inizio per la casa francese costruttore di auto da corsa dagli anni 50 ad oggi. Da concessionaria a casa automobilistica.

Le origini del marchio Alpine

La Société des Automobiles Alpine, o più comunemente chiamata Alpine, è stata fondata da Jean Rédélé il 25 giugno 1955. Nato il 17 maggio 1922 a Dieppe e morto il 10 agosto 2007 a Parigi, Jean Rédélé era sia un pilota che un produttore di automobili. La passione per le auto gli è stata trasmessa da suo padre, Emile Rédélé, che aveva un garage di famiglia e amava anche le auto sportive da corsa. Dopo essere stato uno dei migliori piloti della sua generazione Jean Rédélé ha iniziato a realizzare la sua prima vettura nel 1952, con alcuni prototipi. Nel 1955 crea così la sua azienda, il nome Alpine viene proprio dal suo amore di guidare su strade di montagna e anche ai suoi molteplici successi ottenuti proprio su quelle strade.

Alpine
Alpine A106 Prima Alpine di produzione di serie – Photo Credit : AlpineCarsUKofficialTwitterAccount

Nel luglio del 1955 Jean Rédélé ha presentato tre vetture A106, la prima blu, la seconda bianca e la terza rossa. Una macchina francese che fa risplendere i colori della propria bandiere sulle strade e nelle competizioni. Ad ottobre 1955, Jean Rédélé lancia ufficialmente il suo marchio e le sue auto al 42° Salone di Parigi. Inizialmente costruita per le corse, nel 1956, l’A106 conquistò un posto sul podio alla Mille Miglia. Ma fu la sua apparizione al Salone di Parigi del 1957 a dare il via al suo successo, e con lo sviluppo delle versioni coupé sportive e cabriolet, il marchio Alpine aveva ormai occupato un posto fisso nel panorama automobilistico.

Nel 1958, l’A106 si è evoluta nell’A108, 251 auto più tardi i modelli coupé fecero strada a loro volta ai modelli cabriolet ottenendo la famosa Berlinette.

Alpine
Prima Alpine berlinette A108, versione Tour de France – Photo Credit: Web

Il grande successo di Alpine

Il marchio ha continuato ad evolversi, con un track record di oltre 600 rally, concatenando successi in numerosi eventi su strada tra il 1955 e il 1977. Da officina artigianale si trasformò alla fine degli anni ’50 in un vero e proprio stabilimento diviso in due sezioni: quella dedicata alla produzione di serie e quella dedicata alle competizioni. L’A108 si è presto trasformata in A110, fu un successo immediato, sia come auto da strada che da competizione. L’A110 è la versione più famosa e conosciuta, si distingue dalle altre soprattutto per il design sportivo ad opera di Giovanni Michelotti.

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Campionato del Mondo di rally 1973, Jean Claude Andruet su Alpine A110

Nel 1971, il marchio alpine otteneva un successo dopo l’altro. Il primo, il secondo e il terzo posto al Rally di Monte Carlo. Sempre nello stesso anno viene lanciata l’erede della A110, la A310. L’Alpine ha battuto di nuovo il proprio record con cinque vetture che si sono classificate tra le prime sei e ha ottenuto molte altre vittorie quell’anno, culminando nel loro primo titolo mondiale di rally. Le vittorie a Le Mans, Montlhery e Nurburgring, così come le gare di F2 e F3, hanno reso il nome di Alpine sinonimo di eccellenza nelle corse.

Alla fine del 1973 una forte crisi petrolifera che uccise le vendite di queste vetture portò la Renault a prendere una quota del 70% nella società per salvarla dall’estinzione. Seguirono successi automobilistici nei rally, a Le Mans e in Formula 3, tra cui i piloti ufficiali Mauro Bianchi, Bob Wollek, JPatrick Depailler, Jean-Pierre Jabouille, Didier Pironi, Derek Bell, Jean-Pierre Jarier, Guy Fréquelin, Patrick Tambay, Jean-Claude Andruet, Bernard Darniche, Jean-Pierre Nicolas, Jean-Luc Thérier e Jean Ragnotti. L’azienda costruisce anche un prototipo di F1 prima che la Renault entrasse in F1 nel 1977.

Dal declino alla rinascita

Tra la fine degli anni 70 e gli inizi degli anni 80 Alpine si fonde con la Renault ed insieme hanno continuato ad ottenere grandi successi in pista. In particolare alla Le Mans del 1978, dove un A442 B, guidata da Didier Pironi e Jean-Pierre Jaussaud, arriva prima segnando inoltre nuovo record di velocità media sul giro, 210 km/h. Gli anni 80 e 90 invece sono poveri di soddisfazioni per Alpine, poco attiva nel motorsport e con modelli di serie. Tra il 1984 e il 1991 nascono infatti Alpine GTA, Renault 5 GT TURBO e l’Alpine A610 che fanno fatica a conquistare clienti. Il 1995 è un anno importante perché coincide con la scomparsa del marchio e la cessazione della produzione ad opera della Dieppe.

Alpine, dalle origini alla Formula 1
Renault Alpine A442B , vittoria 24 Ore di Le Mans 1978 – Photo Credit: Web

Per celebrare il 50esimo anniversario dell’Alpine A110, Renault ha presentato lo straordinario concept A110-50, la quale presentava un corpo in fibra di carbonio e una tonalità di blu che ricorda il famoso blu alpino del passato.

Il 5 novembre 2012 Carlos Ghosn, all’epoca presidente di Renault e Nissan, annuncia la rinascita del marchio e la sua collaborazione con l’inglese Caterham, infatti Alpine Renault viene rinominata Société des automobiles Alpine Caterham ma dopo appena 2 anni la società inglese Caterham lascia il progetto. In quel momento, nel 2014, inizia la rinascita del marchio Alpine. Torna infatti in pista collezionando diversi titoli europei con l’A450 e poi ottenendo nuovamente il successo a Le Mans nel 2016 con l’A460. Nel 2017 torna sul mercato con una nuova versione della A110, il grande successo ha spinto la casa madre a creare anche una variante da corsa per la classe FIA GT4.

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Alpine A460, 6 Ore di Spa-Francorchamps, Campionato WEC 2016 – Photo Credit: RenaultItaliaTwitter

L’ingresso in Formula 1

Nel mese di settembre del 2020 il gruppo Renault annuncia che dalla stagione 2021 di F1 la Renault cambierà il suo nome in Alpine F1 Team. Inoltre la vettura del 2021 avrà gli stessi colori del celebre marchio Alpine. Il nuovo team debutterà prima nei test pre-stagionali di F1 in Bahrain del prossimo fine settimana e poi finalmente la vedremo in pista per la prima gara della stagione 2021 di F1, il GP del Bahrain del 28 marzo.

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Mara Romano

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