Attesissimo il campionato F1 2022, con diversi scenari ora aperti per il futuro dei team. Tante le scuderie a confidare sulle prossime innovazioni in arrivo come loro potenziale cavallo di battaglia. Tra tutte la Alpine, già proiettata su una prossima fondamentale stagione di svolta. Tutto puntato sul 2022 quindi per la casa francese, pronta ad accorciare l’attuale distacco dai top team sfruttando l’imminente cambio regolamentare. Non di poco conto il gap di adesso, arrivato a livello di motori a 35 cavalli. Un divario che la Alpine dovrà sicuramente colmare per raggiungere il suo sogno di gloria, come ora possibile grazie a una rinnovata power unit Renault, nel gruppo di Enstone dal 2021. Ottimista Marcin Budkowski: “Nel 2022 ci aspettiamo di essere competitivi”.

Il 2022 fondamentale per Alpine

Il 2022 sarà quindi stagione fondamentale non solo per la Ferrari, ma anche per la Alpine, forte anche del grande impegno di Renault, il cui brand racing è stato portato dalla casa francese in F1 nel 2021. Una grande occasione quella di ora per la scuderia transalpina. Il cambio delle norme in arrivo visto come opportunità per accorciare il grosso divario dal vertice presente dal 2016, quando la Renault è tornata in veste ufficiale nel Circus. Da considerare anche che dal 2022 al 2025 è previsto un congelamento allo sviluppo delle attuali power unit. Una mossa che le attuali scuderie F1 potranno così sfruttare per destinare risorse su telaio e aerodinamica.

Tante le prossime innovazioni. Sicuramente fondamentale il regolamento a partire dal 2026 sui propulsori, cui sarà tolta la componente MGU-H in modo da attirare nuovi costruttori. In vista dell’inizio della stagione, con esordio dei biocarburanti, la Renault ha congeniato così una power unit completamente nuova. La speranza è quella di chiudere il divario tra l’unità motrice fornitrice di Alpine da Mercedes, Honda e Ferrari, seppure la situazione sia analoga per lo stesso Cavallino, che punta sull’aggiornamento del sistema ibrido.

Le parole di Budkowski: “Speriamo di poter coronare l’efficienza maturata”

Una power unit che non era stata aggiornata dalla Renault da almeno due anni, allargando così il divario a livello di motori a 35 cavalli, come riportato su Auto Motor und Sport. Un gap significativo, che va sicuramente ora colmato per raggiungere la posizione ambita da Alpine. I risultati ottenuti nell’ultimo biennio lasciano comunque sperare Marcin Budkowski:

“Siamo riusciti ad ottimizzare quello che avevamo a disposizione sbagliando poco a livello di strategia al muretto e per quanto concerne la guida con i piloti – ha infatti commentato il team principal Alpine, come riportato su FormulaPassion.it – Nel 2022 ci aspettiamo di essere competitivi e di poter coronare l’efficienza a livello di squadra maturata nelle ultime stagioni”.

Una squadra che potrebbe ora decisamente puntare in alto, con ben due anni alle spalle di preparazione del progetto 2022. Che sia questo l’anno di Alpine?

Seguici su Metropolitan Magazine.

Liliana Longoni

(credit-foto-Alpine A460, 6 Ore di Spa-Francorchamps, Campionato WEC 2016 – RenaultItaliaTwitter)