Altaroma, inizia l’edizione digital della Roma Fahion Week

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Di Redazione Metropolitan

Era stato annunciato, inizia oggi l’edizione Altaroma interamente digital che vedrà sfilare sugli schermi diversi stilisti, dei veri e proprio fashion show intervallati da talk e momenti di condivisione.

Apre Altaroma 2021 Federico Cina con “A Emilia”

Ricordo ancora il profumo dell’uva appena appena raccolta

In “A Emilia” nasce una connessione tra la tradizione e i valori della terra di Federico a una vita più urbana, reale e quotidiana.

La Collezione Autunno/Inverno 2021/22 nasce come un percorso reale, ricco di storie personali e quotidiane. La Romagna viene catturata, come in una fotografia che mostra una continua connessione tra passato e presente. In particolare, la collezione viene strutturata eseguendo uno studio sulla vita reale e quotidiana: una profonda ricerca di forme armoniche ma reali. La silhouette svasata per le giacche, inoltre, sottolinea profondamente la percezione della fluidità ed oversize dei pantaloni, creando una
perfetta unione tra tradizione e moderno.

Il reale e quotidiano, risulta fondamentale all’interno del progetto: le giacche sartoriali, caratterizzate da un’estetica pulita e armonica, seguono una composizione di linee morbide, arricchite da elementi che riconducono il fruitore ai ricordi più intimi del designer romagnolo, come l’uva.

L’artigianalità rimane centrale anche all’interno di questa collezione: maglieria fatta a mano e l’introduzione di gioielli e accessori, in particolare la collaborazione con due designer, Camilla Marchi, italiana, specializzata per le borse fatte a mano e Alexandersson, Norvegese con base in Italia, per le scarpe.

Federico Cina Altaroma - credit: panbianco
Federico Cina Altaroma – credit: panbianco

E’ la volta di Roi du Lac

Passeggiando per Edimburgo mi sono ritrovato a Calton Hill, uno dei miei posti proferiti per andare a pensare.

L’alone di grecità che la caratterizza le dà il nome di Acropoli di Edimburgo, in memoria dei tempi in cui la città era nota come l’Atene del Nord. Due culture molto diverse tra loro si fondono in una collezione: il vento, le colline e il mare delle Highlands con la tradizione, la musica e i vestiti della Grecia.

La collezione Roi du Lac Autunno/Inverno 2021 di Marco Kinloch presenta una donna di forte personalità, sicura di sé, chic e contemporanea. Una donna che non vuole essere al centro dell’attenzione ma che con ironia ama giocare con le stampe e allo stesso tempo romantica. Abiti in tessuto jacquard con motivi floreali e icone sacre si uniscono al nylon dei trench e alla seta dei completi.

Capi che svelano la fisicità della donna e ne accompagnano la forma. Ogni tessuto è realizzato a mano in Italia. La palette colori ricorda il cielo grigio della Scozia, l’arancione dei tramonti, il blu intenso dell’oceano e il rosso dei mattoni.

Roi du Lac - credit:Altaroma
Roi du Lac – credit:Altaroma

Chiude la prima giornata di Altaroma Gretel Z

Indossavano gonne corte, ascoltavano jazz e ostentavano il loro disprezzo per quello che era stato fino ad allora il ruolo dedicato all’immagine femminile: ecco le caratteristiche essenziali delle donne che dominavano lo scenario occidentale negli anni ’20.

Esse erano viste come sfacciate per il loro trucco eccessivo, bevevano alcolici e fumavano sigarette; guidavano automobili e soprattutto si rapportavano con estrema disinvoltura con
il sesso, privilegiando quello casuale e fatto per il solo piacere di farlo sfuggendo così alle rigide e bigotte regole sociali; scatenando critiche numerose da parte della società benpensante.

Gretel Z Altaroma - credit: 2goodmedia
Gretel Z Altaroma – credit: 2goodmedia

Per la stagione Autunno/Inverno 2021/2022 Gretel Zanotti ha deciso di onorare l’intraprendenza ed il coraggio di queste donne, che si sono battute per i loro diritti, al fine di ribadire, cento anni dopo, cosa le donne siano state e siano ancora capaci di raggiungere.

Puntando sulla lavorazione a mano di tessuti pregiatissimi, tipica del Made in Italy dà vita ad abiti da giorno morbidi e fluidi, ad abiti che riprendono il look alla garçonne tipico dell’epoca; ma anche ad abiti da ‘flapper girl’: al ginocchio, con frange, piume e preziosi Swarovski che facilmente s i riesce a immaginare su una pista da ballo mentre si agita sulle note del Charleston.

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a cura di Donatella Gazzè