Lavoratrici e lavoratori di Amazon sono pronti allo sciopero, il primo in Italia, che si terrà nella giornata di lunedì 22 marzo. Sotto accusa ritmi e carichi di lavoro, ma anche orari e indennità Covid.

Sciopero Amazon

Stop dei dipendenti del noto colosso del commercio mondiale. Si tratta del primo blocco nel nostro Paese. Qualche anno fa ci sono state proteste locali, precisamente nel polo logistico di Piacenza, alla quale parteciparono il 18% degli addetti. Lunedì si fermeranno tutti i lavoratori e le lavoratrici di Amazon Italia, anche se non si sa quanti di loro parteciperanno e quale sarà l’impatto sulle spedizioni. Saranno interessati tutti i reparti, dal servizio di logistica ai trasporti.

Le richieste

La decisione di indire lo sciopero è da ricercare nelle condizioni di lavoro dei dipendenti. Ritmi serrati, enorme mole di lavoro. Richiesta anche una corretta inquadratura del personale e una revisione all’orario degli autisti. Tra le richieste c’è anche l’indennità Covid, dato che nel corso della pandemia l’attività dell’azienda non solo non si è fermata, ma ha visto aumentare il carico di lavoro. Nonostante il grande fatturato, i sindacati lamentano una scarsa attenzione alle condizioni dei dipendenti. “I lavoratori non ce la fanno più” – spiega il segretario nazionale della Filt-Cgil Michele De Rose – “Amazon non risponde alla richiesta di un confronto. I corrieri arrivano a coprire 44 ore di lavoro settimanale, spesso per tutto il mese. Non c’è stato alcun ascolto sui carichi di lavoro, sulla clausola sociale in caso di cambi d’appalto e nemmeno sulla stabilità dei precari”.

Andrea Caucci Molara

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