Amazon: i segreti fiscali della più grande piattaforma di e-commerce

Un articolo di Milena Gabanelli e Fabio Savelli pubblicato sul Corriere della Sera svela quale siano i segreti fiscali con cui Amazon ha raggiunto le sue enormi dimensioni. Si tratta di notevoli agevolazioni fiscali che il colosso dell’e-commerce riceve nei paesi dove opera e della catena dei cosiddetti finiti venditori. Un sistema che in tutta Europa ha portato alla perdita di migliaia di posti di lavoro.

Le agevolazioni fiscali di Amazon


La piattaforma di e-commerce Amazon ha raggiunto dimensioni considerevoli , triplicando addirittura i guadagni di FCA e dichiarando il pagamento di tasse per 2,4 miliardi di dollari. Questo risultato sarebbe stato raggiunto, secondo l’inchiesta di Gabanelli e Savelli, “grazie a regole che consentono al mercato online di fare i saldi sempre, mentre ai negozi è consentito solo in alcuni periodi dell’anno. E grazie a finanziamenti pubblici agevolati ,tra sgravi e minori oneri di urbanizzazione, per costruire centri di logistica”. A questo si aggiunge la fiscalità agevolata garantita da paesi come il Lussemburgo. Questo sistema ha comportato la perdita di migliaia di posti di lavoro in Europa negli ultimi 10 anni. Nel settore elettronico infatti sono scomparsi circa 200.000 lavoratori.

Cosa c’è dietro i pacchi di Amazon?

I finti venditori


Chiunque può diventare venditore sulla piattaforma di Amazon, spesso anche in maniera fittizia. Basta pagare una commissione che va dal 5 al 20%. “In Italia sono molte le finte srl che aprono e chiudono nel giro di un anno, evitando di versare l’Iva. Con la conseguenza di mandare fuori mercato le imprese oneste”, rivelano Gabanelli e Savelli. Anzi nella legge di bilancio del 2008 era stato inserito un provvedimento che imponeva al venditore di versare l’Iva ad Amazon. La piattaforma di e-commerce a sua volta avrebbe dovuto versare questi introiti allo Stato sotto forma di sostituto d’imposta. Il testo di questo provvedimento, si legge nell’articolo, è stato stralciato prima della conversione in parlamento. “Nessuno impedisce di ritirarlo fuori, soprattutto ora che lo ha indicato anche l’Europa. Amazon dice di poterlo fare, quindi cosa e chi lo impedisce?“, si domandano Gabanelli e Savelli.

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