Analisi Oscar 2020: sceneggiatura non originale

Secondo appuntamento con la nostra rubrica dedicata agli Oscar 2020, questa volta si parla di adattamenti e sceneggiatura non originale.

L’arte di adattare

C’è una regola non scritta a Hollywood secondo cui un Oscar alla miglior sceneggiatura originale sia in qualche modo più importante di quello consegnato a un adattamento o sceneggiatura non originale. Un’iniquità davvero sorprendente, considerando che il lavoro di adattare un romanzo, un’idea, un personaggio preesistenti è uno dei più difficili che uno sceneggiatore possa intraprendere. Un buon adattamento può trasformare un romanzo pessimo in grande cinema, un cattivo adattamento può rovinare anche il più grande capolavoro letterario. Chi è che riuscirà nel difficile intento quest’anno?

I due papi da Oscar nella sceneggiatura non originale di Anthony McCarten.
I due papi da Oscar nell’adattamento di Anthony McCarten.
(Photo by Google).

Papi e nazisti da Oscar

Forte delle recensioni dai festival di Toronto e Telluride, la sceneggiatura de I due papi potrebbe risultare vincente grazie alla combinazione di un momento di storia recente ancora nella mente di tutti, una buona dose di umorismo e forti tensioni drammatiche. Anthony McCarten ha adattato la sua stessa commedia teatrale per il film diretto da Fernando Meirelles che segue il passaggio di poteri tra Benedetto XVI (Anthony Hopkins) e Francesco (Jonathan Pryce).

Dopo l’inaspettata vittoria a Toronto, in pole position per questa categoria c’è anche la commedia satirica Jojo Rabbit, scritta e diretta da Taika Waititi e adattata dal romanzo Caging Skies di Christine Leunens. Il film racconta una favola nera ambientata nella Germania della Seconda Guerra Mondiale, con tanto di versione macchietta di Adolf Hitler, interpretato dallo stesso Waititi, che è ebreo e considera la sua performance una vendetta derisoria. Malgrado abbia ricevuto molte critiche per l’atteggiamento dissacrante nei confronti di una delle più grandi tragedie del novecento, l’originalità e l’umorismo pungente della storia potrebbero piacere all’Academy.

Taika Waititi è un Hitler amico immaginario nella satira Jojo Rabbit.
Taika Waititi è un Hitler amico immaginario nella satira Jojo Rabbit.
(Photo by Google).

Gangster Story

Possibilità molto forti in questa categoria sono condivise anche da due film di gangster estremamente diversi tra loro. The Irishman, produzione Netflix diretta da Martin Scorsese ci racconta della vita del mafioso Frank Sheeran, attivo a Filadelfia negli anni sessanta e settanta. La sceneggiatura di Steven Zaillian, già premio Oscar per Schindler’s List, è basata sul libro L’irlandese. Ho ucciso Jimmy Hoffa di Charles Brandt, autore che raccolse dallo stesso Sheeran la confessione dell’omicidio del sindacalista americano Jimmy Hoffa.

Il secondo thriller potenzialmente nominabile è Joker di Todd Phillips, scritto dallo stesso Phillips con Scott Silver. Basato sul celebre personaggio della DC, iconico nemico di Batman, Joker potrebbe essere il cinecomic che abbatte le barriere poste dagli Oscar nei confronti di questo genere, solitamente giudicato troppo superficiale. Il film ha inaspettatamente vinto il prestigioso Leone d’Oro a Venezia e si pone quindi come una nuova versione di cinecomic d’autore, oltre i cliché del genere.

Joaquin Phoenix è Joker, ispirato ai fumetti DC.
(Photo by Google).

Da Toronto a Los Angeles

Tra i tanti titoli presentati al festival di Toronto, i due che sono in corsa per la miglior sceneggiatura non originale sono film tanto diversi nelle atmosfere quanto simili nelle origini, essendo entrambi adattati da articoli di giornale. A Beautiful Day in the Neighborhood di Marielle Heller con sceneggiatura di Micah Fitzerman-Blue e Noah Harpster è basato sull’articolo Can You Say…Hero? di Tom Junod pubblicato su Esquire nel 1998. Il film segue il lavoro del giornalista di Esquire incaricato di intervistare l’icona della TV per bambini Mr. Rogers, interpretato da Tom Hanks. Il film ha ricevuto qualche critica negativa a Toronto, ma la risposta del pubblico è stata comunque solida e potrebbe bastare a farlo arrivare almeno in nomination.

Dai buoni sentimenti dell’amato beniamino statunitense si passa poi alla sorprendente storia di un gruppo di spogliarelliste newyorkesi che nel 2014 misero su un’operazione di rapine nei confronti dei ricchi avventori del loro locale, che venivano drogati e alleggeriti delle proprie carte di credito. Emersa nell’articolo The Hustlers at Scores di Jessica Pressler per il New York Magazine, la storia è raccontata nel film Le ragazze di Wall Street – Business Is Business, diretto e scritto da Lorene Scafaria. Dopo l’inaspettato successo critico a Toronto, il film sembra destinato a grandi cose, anche grazie all’accanimento della sua protagonista e produttrice Jennifer Lopez.

Jennifer Lopez e la sua gang in Le ragazze di Wall Street.
(Photo by Google).

Tutti gli altri in corsa

Ancora presentati a Telluride e Toronto, il legal drama Il diritto di opporsi è un possibile candidato, adattato da un libro scritto dall’avvocato Bryan Stevenson (nel film Michael B. Jordan) sulla sua esperienza di difesa di un uomo ingiustamente accusato di omicidio (Jamie Foxx), così come The Aeronauts, film in costume basato sull’avventura in mongolfiera del pilota Amelia Wren (Felicity Jones) e dello scienziato James Glaisher (Eddie Redmayne).

La grande incognita dell’anno, in questa categoria come in altre, rimane Piccole donne, adattamento del classico della letteratura statunitense di Louisa May Alcott, scritto e diretto da Greta Gerwig con la collaborazione dell’attrice e regista Sarah Polley. La storia delle sorelle March non è certo una novità per il cinema (ne esistono già sette versioni, da quelle mute al grande successo del 1994 con Winona Ryder), ma l’approccio autoriale e fresco di Gerwig, plurinominata per lo splendido Lady Bird, potrebbe risultare tanto accattivante da far dimenticare la familiarità della storia. Per il responso finale dovremo però aspettare l’uscita nelle sale americane il giorno di Natale, visto che il film non è stato presentato a nessun festival.

Le Piccole donne di Greta Gerwig, tratto dal classico di Louisa May Alcott.
(Photo by Google).

La prossima settimana analizzeremo le possibili migliori attrici non protagoniste.

Intanto potete…

Leggere la nostra analisi sul miglior attore non protagonista.

Leggere della candidatura italiana agli Oscar, Il traditore di Bellocchio.

… e continuare a seguirci su

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