Il governo della Norvegia ha annunciato la propria intenzione di presentare una proposta di legge per vietare l’uso dei social network alle persone di età inferiore ai sedici anni. Qualora venga accolta, la norma dovrebbe entrare in vigore il prossimo anno. Il controllo per l’individuazione degli under 16, sembra, sarà svolto dalle piattaforme social. In Australia, Indonesia e Turchia il divieto è già presente; altri Paesi europei, tra cui Spagna, Francia, Austria, Danimarca e Regno Unito, stanno valutando provvedimenti simili.
Già lo scorso anno, l’esecutivo aveva presentato una legge simile, che fissava il limite di età a quindici anni. Tra le modifiche apportate in questa nuova versione, spicca il metodo con cui si deciderà a chi consentire l’accesso ai social e a chi no. Sarà infatti possibile iscriversi dal primo gennaio dell’anno in cui si compiono i sedici anni, e non dal giorno preciso del compleanno. In questo modo, sarà più facile evitare di creare differenze di accesso tra persone nate nello stesso anno. La ministra per l’infanzia e la famiglia Lene Vågslid ha motivato l’inasprimento del nuovo disegno: «Abbiamo tenuto conto dei suggerimenti emersi durante le consultazioni, compresi quelli di bambini e giovani che ci hanno indirizzato in questa direzione».
Il premier Støre parla dei nuovi limiti social under 16 in Norvegia: «Facciamo questo per proteggere i nostri figli»
Affinché il limite di età sia effettivamente applicabile, il governo dovrà emanare un’altra legge, il Digital Services Act. Il disegno propone che le aziende tecnologiche debbano verificare l’età degli utenti al momento dell’accesso e che tale verifica venga effettuata tramite i meccanismi previsti dal DSA (Digital Security Act). L’Autorità norvegese per la protezione dei dati, tuttavia, è critica verso la decisione di affidare loro la responsabilità. Tobias Judin, responsabile di sezione, ha spiegato: «Riteniamo, in linea di principio, che questa questione non possa essere lasciata alle aziende tecnologiche. Non siamo certi che le soluzioni proposte offrano una protezione sufficiente della privacy». La ministra della Digitalizzazione Karianne Tung ha replicato indirettamente, ribadendo che le aziende che non rispetteranno la legge norvegese rischieranno sanzioni e multe per violazione: «Vogliamo una legge che obblighi le aziende tecnologiche a comportarsi correttamente, e mi aspetto che lo facciano».
In Norvegia, a dire il vero, esiste già un limite di età di tredici anni per l’utilizzo dei social media; ciononostante, molti bambini più piccoli sono presenti su queste piattaforme. Secondo i dati dell’Autorità norvegese per i media, nel 2026 il 51% dei bambini di nove/dieci anni e il 74% di quelli di undici/dodici anni utilizzeranno i social media, nonostante l’attuale limite di età di tredici anni. Quando i giovani compiono quattordici anni, quasi tutti sono già presenti sui social. Anche per questo, il il primo ministro Jonas Gahr Støre ritiene che i bambini debbano essere maggiormente protetti: «È un’idea folle mettere a confronto il cervello di bambini di quell’età con algoritmi sviluppati dai migliori tecnologi del mondo. Facciamo questo per proteggere i nostri figli, di cui noi adulti siamo responsabili».
Federica Checchia





