Musica

Andrea Bocelli, dal Duomo un canto di speranza

Andrea Bocelli, un uomo solo all’interno dell’edificio simbolo di Milano, il Duomo, luogo dall’apparenza terribile e austera, ma abbattuto dalla desolazione e dalla sofferenza della prima città che è stata piegata dal Coronavirus.

Domenica 12 aprile, nel giorno di Pasqua, Andrea Bocelli si è esibito nel suo concerto “Music for hope” in streaming mondiale, all’interno del Duomo di Milano completamente vuoto, accompagnato dall’organista della cattedrale Emanuele Vianelli. L’evento, fruibile dal canale Youtube di Andrea Bocelli è stato promosso dal Comune di Milano e Veneranda Fabbrica del Duomo, prodotto da Sugar Music e Universal Music con il contributo di Youtube ed è stato trasmesso alle 19 in Italia e Europa e in altre fasce orarie in Gran Bretagna, a Los Angeles, a New York e in India.

Andrea Bocelli solo in un luogo sacro come Papa Francesco

Come Papa Francesco che Bocelli incontrò nel 2013 con la sua fondazione Andrea Bocelli Foundation e poi nel 2015 in occasione dell’Incontro Mondiale con le famiglie di Philadelphia, il tenore da’ un messaggio forte e simbolico legato alla cristianità, ma anche ai valori universali di solidarietà.

“La chiesa è la casa di Dio, luogo sacro dove ‘soli si è sempre (nel rapporto con l’Altissimo, indipendentemente dai fedeli presenti) e per lo stesso motivo ‘soli’ non si è mai, grazie al conforto della Sua presenza . Nonostante l’apparenza, saremo una vastissima folla interconnessa, credo sarà impossibile non percepirla: una folla unita da quel filo sottile che è la fede, più forte di ogni apparente distanza. Saremo congiunti da uno slancio verso la bellezza che, di per sé, anche per chi credente non è, è terapeutico e costruisce legami”. 

Questo è quanto afferma Andrea Bocelli a proposito dell’evento. La solitudine come risorsa e come spinta energetica per comunicare con l’esterno per trasmettere calore, speranza, intensità di pensiero. In fondo quando si prega o ci si connette in qualche modo con una forma di spiritualità si è da soli, per poi riconnettersi rigenerati all’umanità intera.

Andrea Bocelli e il suo rapporto con Milano

Andrea Bocelli è stato già presente in passato per festeggiare le glorie di Milano e per eventi benefici. Il 30 aprile 2015 cantò nel concerto inaugurale dell’Expò del 2015 in diretta e in mondovisione accompagnato dall’orchestra del Teatro alla Scala

Nel 2016 canta allo Stadio Meazza di Milano prima della finale della UEFA per la Champions League 2015-2016.

Il concerto di Pasqua “Music for hope” e l’abbraccio al mondo intero

Suggestiva la regia dell’evento. Una lenta panoramica aerea silenziosa si apre sulla città di Milano. In sottofondo il canto di uccelli a testimoniare gli albori di una timida e triste primavera. La voce fuori campo di Andrea Bocelli, composta e discreta entra in “punta di piedi” per introdurre l’evento e abbracciare virtualmente il suo pubblico.

Un lungo carrello introduce all’interno del Duomo nel quale si diffondono le note di Panis Angelicus, concepita da San Tommaso d’Aquino e musicata da César Franck. I movimenti di macchina sembrano riprodurre l’idea della circolarità, elemento simbolico che riconduce alla perfezione divina e allo stesso tempo rende l’idea del canto, che come un cerchio concentrico si propaga al resto del mondo: Vengono infatti montate le immagini di Brescia e Venezia.

Grande energia di Andrea Bocelli, nell’interpretazione di Ave Maria di Bach Gounod, Santa Maria di Mascagni e Domine Deus di Rossini.

Andrea Bocelli dopo aver abbracciato il tragico e ineluttabile silenzio, canta Amazing Grace sul sagrato del Duomo pregando virtualmente con Parigi, Londra e New York. Il tenore appare visibilmente emozionato, ma composto.

Il tenore è inoltre impegnato in prima linea con la raccolta fondi Covid19 attraverso L’Andrea Bocelli Foundation. In una diretta Instagram afferma di essere riuscito a consegnare all’ospedale di Macerata ben quattro respiratori e trenta posti letto.

“La storia ci insegna che scogli ben peggiori sono stati superati. Si percepisce la necessità di fermarsi e di riflettere, di ripartire con una rinnovata gerarchia di valori. Attraverso questo virus il mondo ci ha dato un avvertimento. Spero tanto che sapremo imparare la lezione, per cambiare il nostro atteggiamento nei confronti della vita e della terra di cui siamo rumorosi, indisciplinati (e spesso incivili) inquilini”.

Questo è quanto afferma il tenore che ha regalato al suo pubblico e a un paese recluso e piegato da una pandemia, lo spettacolo delle sue vibranti note che viaggiano all’interno dell’imponente struttura gotica per abbracciare il mondo intero.

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