“Immensità” del cantautore torinese Andrea Laszlo De Simone è una suite dal respiro sinfonico/orchestrale, perla rara d’altri tempi.

La copertina del nuovo lavoro di Andrea Laszlo De Simone (PHOTO: artwave.it)
La copertina del nuovo lavoro di Andrea Laszlo De Simone (PHOTO: artwave.it)

Edita sia in vinile che in digitale, l’opera di De Simone è in realtà colonna sonora dell’omonimo mediometraggio musicale di cui il nostro è stato ideatore e regista, ‘pellicola’ finora inedita che sarà rivelata solo nelle prossime settimane.

Va detto subito: “Immensità” è un lavoro molto ambizioso, magniloquente, suggestivo, forte e delicato al tempo stesso. Diviso in quattro capitoli (le canzoni) per nove tracce (ogni ‘capitolo’ ha un prologo o una conclusione) come fosse una suite, per usare un termine legato alla tradizione classica che però ben si adatta a questa sinuosa “sinfonia tascabile” lunga una ventina di minuti e colma di stimoli sonori.

Melodie, armonie e arrangiamenti che richiedono tempo e soprattutto qualità di tempo per essere fruiti nel modo migliore. Simboleggia un passo avanti contenuto in un passo indietro. Già perché di questo piccolo/grande gioiello è necessario raccontare: alza l’asticella del rischio artistico in tempi dominati da rap/pop ma stimola anche la curiosità rispetto al lavoro di ‘archeologia musicale’ compiuto da questo artista poco più che trentenne, che ha riportato in luce echi della migliore tradizione musicale italiana.

Videoclip di uno dei brani: “La Nostra Fine”


Ci riferiamo a certe pagine di post-beat fine anni Sessanta, alla voce di Mina e agli arrangiamenti di Morricone o Bacalov negli studi della RCA, ma anche al glorioso Prog-Rock della prima metà dei Settanta (PFM in testa), al Battisti dell’album “Anima Latina”. Con incursioni straniere più vicine a noi: pensiamo alle ballate stranianti dei Radiohead epoca “Kid A” o all’eterea visione sonora dei Portishead.

La voce nel missaggio risulta sullo stesso piano rispetto alla musica, come se fosse solo uno dei numerosi tasselli del mosaico. Insieme alla sezione ritmica, alle tastiere, synth, organo Hammond, cori angelici e poi archi e fiati. Naturale che il respiro del lavoro risulti ampio, avvolgente, ipnotico. Come un’onda che cresce e ti porta via, lontano, in un’altra dimensione.

Anche i testi sembrano in linea con l’opera: sibillini, sfuggenti, talvolta criptici, esistenzialisti. Si illuminano e in un attimo si dissolvono come in un sogno.

Un’opera complessa che lega musica e immagini” l’ha definita il suo creatore, “una vera e propria suite, giusto per usare un termine antico, che può essere fruita nella sua completezza solo ascoltando il vinile, oppure in digitale nell’innovativo formato in traccia unica, senza pause, come se si trattasse di un’unica sinfonia della durata di 25 minuti e 16 secondi“.

Suggestiva immagine catturata dal vivo per Andrea Laszlo De Simone (PHOTO: Nonegrindr.it)
Suggestiva immagine catturata dal vivo per Andrea Laszlo De Simone (PHOTO: Nonegrindr.it)

“Immensità” è un vero e proprio concept in cui la musica e le immagini (come abbiamo già detto, la regia è firmata dallo stesso Andrea Laszlo De Simone che scrive, produce, arrangia, suona, canta e registra le sue canzoni) si fondono insieme a creare un unicum che avvolge e cattura l’ascoltatore/spettatore dalla prima all’ultima nota.

De Simone porterà presto le nuove composizioni dal vivo accompagnato, oltre che dalla sua band, anche da Giulia Pecora al violino, Clarissa Marino al violoncello e Stefano Piri Colosimo alla tromba e al flicorno, per un totale di nove musicisti sul palco.
Il mini tour è organizzato da DNA Concerti:

17/11: Roma – Angelo Mai

22/11: Torino – CAP 10100

29/11: Padova – CSO Pedro

30/11: Milano – Serraglio