Cinema

Angelina Jolie: quando aiutare i più deboli diventa una missione di vita

È una delle attrici più in vista nel panorama hollywoodiano, ha collezionato successo, denaro, fama e anche due Oscar, ma ha deciso di sfruttare tutti i benefici nell’essere una star per aiutare chi ne ha più bisogno, facendone una vera e propria missione di vita. Angelina Jolie è spesso impegnata in missioni umanitarie che la coinvolgono in prima persona affinché anche chi è invisibile potesse avere una voce.

Tra le prime esperienze che l’hanno segnata e portata ad aprire gli occhi riguardo le condizioni di vita di gran parte della popolazione è stato nel 2001. Durante le riprese di “Tomb Raider“, film in cui interpretava Lara Croft, visitò la Cambogia e diversi campi profughi incontrando donne, uomini e bambini nella povertà più assoluta. Da qui ha inizio la storia di una donna che non ha paura di combattere per le battaglie in cui crede.

L’impegno umanitario di Angelina Jolie

ll suo impegno le ha portato grandi riconoscimenti, diventò a 26 anni ambasciatrice dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati e il premio Jean Hersholt Humanitarian Awards. Un riconoscimento che viene assegnato a una persona nell’industria cinematografica i cui sforzi hanno portato credito per il settore, vinto in passato anche da Oprah Winfrey, Paul Newman, Liz Taylor e Audrey Hepburn.

Da allora, nei panni di inviato speciale, ha visitato più di 60 luoghi devastati dalle guerre e più di 40 spedizioni, in particolare in Cambogia e in Siria. Fino a poche settimane fa si trovava in Ucraina, a Leopoli, recatasi nei luoghi devastati dai bombardamenti si soffermò in particolare sull’impatto che hanno avuto sui bambini. Quest’ultima è una tematica a cui è particolarmente legata, ma tra le battaglie che porta avanti ci sono quelle riguardo i diritti delle donne e il cambiamento climatico.

Angelina Jolie: tra cinema e filantropia

È una vocazione che Jolie ha portato anche sul grande schermo nei panni di regista e produttrice nel film “Nella terra del sangue e del miele”, che ha segnato il suo esordio dietro la macchina da presa e che racconta le atrocità della guerra in Bosnia Erzegovina. Ma anche nelle seguenti pellicole “Unbroken“, “By the Sea” e “Per primo hanno ucciso mio padre“.

Mi piacerebbe concludere con le sue parole che riassumono un po’ il senso della sua missione:

Non ho mai capito perché alcune persone sono fortunate ad essere nate con le possibilità che ho avuto io nel percorso della mia vita e il motivo per cui nel mondo c’è una donna come me, con le stesse capacità e gli stessi desideri, la stessa etica di lavoro e lo stesso amore per la sua famiglia, che potrebbe fare film e discorsi migliori dei miei, ma lei siede in un campo di rifugio e lei non ha voce. Si preoccupa di ciò che i suoi figli mangeranno, di come tenerli al sicuro e se mai sarà loro permesso di tornare a casa. Non so perché questa sia la mia vita e quella sia la sua. Non lo capisco, ma farò come mi chiese di fare mia madre e farò del mio meglio con questa vita per essere utile. Ed essere qui, oggi, significa che ho fatto come ha chiesto e se lei fosse viva, sarebbe stata molto orgogliosa“.

Francesca Agnoletto

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Francesca Agnoletto

Francesca Agnoletto è scrittrice, articolista, videomaker e laureata al Dams all'Università di Padova. Gli studi le hanno fornito un'ottima conoscenza in ambito cinematografico, argomento d'interesse di cui si occupa nei suoi articoli.

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