Cinema

Animal House: il film cult di John Landis di nuovo in sala

Il 21 Febbraio 1979 arrivava nei cinema italiani un indistinto oggetto cinematografico, una commedia demenziale americana firmata dal ventisettenne John Landis (“Un lupo mannaro a Londra” 1980, “Una poltrona per due” (1983), “Ridere per ridere” (1977), “Una pallottola spuntata” (1988), “L’aereo più pazzo del mondo” (1980)). Distribuito da Accademy Two, “Animal House” torna dopo quarant’anni al cinema in versione originale sottotitolata. Il film è stato inserito dall’American Film Institute tra le cento migliori commedie di tutti i tempi.

Il progetto “Animal House” nasce all’interno della celebre rivista National Lampoon fondata nel 1970 ed attiva fino al 1998, che fece della satira la sua colonna portante. Nel corso degli anni il magazine cresce e concretizza numerosi progetti in grado di abbracciare diversi ambiti della cultura, fra cui anche il cinema.

Il film è ambientato in un college americano nel 1962. Un luogo mitico che accoglie i giovani sulle soglie dell’età adulta, gli stessi giovani che avevano salutato l’adolescenza in “American Graffiti” (1973) di George Lucas. Nel perimetro circoscritto del campus universitario, due confraternite, i ricchi Omega e gli squattrinati Delta si scontrano in una notte di feste dove tutto è possibile, almeno fino all’alba.

Animal House, il film precursore dei college movies

Il cast di "Animal House" in una scena del film

Questo cult assoluto, alle soglie degli anni ’80 ha dato avvio alla sottocategoria del college movie nel genere ampio della commedia demenziale americana. “La rivincita dei Nerds” (1984), “Accepted” (2006), “American Pie” (1999), sono solo alcuni dei figli nati dalla costola di “Animal House”. Iconica è la sequenza del toga party, in cui il mattatore del film John Belushi indossa un lenzuolo bianco e la corona di alloro, è lui il re della festa. Il resto del cast è composto da volti sconosciuti, a eccezione di Donald Sutherland, che interpreta il professor Dave Jennings.

Da ricordare sono Karen Allen che esordisce al cinema nel ruolo di Katy, Tim Mathesonnel nei panni di Eric “Otter” StrattonJohn Vernon in quelli del rettore Dean Vernon WormerVerna Bloom di Marion WormerTom Hulce di Larry “Pinto” Kroger e Cesare Danova in quelli del sindaco Carmine DePasto. Partecipano inoltre alla pellicola Peter Riegert nel ruolo di Donald “Boon” SchoensteinMary Louise Weller di Mandy PepperidgeStephen Furst di Kent “Sogliola” DorfmanBruce McGill di Daniel Simpson “D-Day” Day e James Daughton in quello di Greg Marmalard. Da segnalare infine la presenza di un giovanissimo Kevin Bacon, che interpreta Chip Diller alla sua prima apparizione cinematografica.

Celebre volto dello show Saturday Night Live, John Landis, rese John Belushi una star internazionale. La loro collaborazione continuò con il capolavoro “The Blues Brothers” (1980). Nel film Belushi, interpreta John Blutarsky (detto “Bluto“), capo delle matricole del gruppo Delta al Faber College in Pennsylvania. Dopo essere stato espulso, per tutti i guai causati alla struttura nei suoi sette anni di permanenza, insieme alle matricole Larry e Kent, elabora una vendetta al sapore di whisky, come quello che si scola alla goccia in un’altra sequenza iconica.

Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare

La frase storica pronunciata da Bluto al suo gruppo scalcinato per tenere alto il morale nella lotta delle confraternite più folle di sempre, è il risvolto parodico di un grido di guerra. Dietro le mura di gomma del college americano si nasconde una critica a un paese diviso dalla sanguinosa guerra del Vietnam. Scritto da Douglas Kenney, Chris Miller e Harold Ramis, con una colonna sonora che alterna Bobby Lewis, Sam Cooke e Rossini, “Animal House” resta un manifesto generazionale, un inno anarchico, di un umorismo basso, di alto livello, come scrisse il Newsweek all’uscita del film.

Il film è stato reso celebre anche dai momenti di improvvisazione sul set. Improvvisate da Belushi sono state le scene della mensa dove il suo personaggio gongolante si riempie di cibo per poi lanciarlo addosso ai membri del club Omega.

Riguardo invece alla scena in cui John Bluto” Belushi beve un’intera bottiglia di whisky in un unico sorso, l’attore Tim Matheson, che interpreta Otter ha raccontato: “avevamo sistemato la cosa in modo tale che il whisky scorresse lateralmente alla sua bocca attraverso un trucco ottico, lui invece disse: “No, lo faccio io”. Spalancò la sua gola e lo fece in un unico ciak. Pazzesco”. Successivamente il regista John Landis, nel documentario relativo alla realizzazione del film, rivelò che la bevanda dentro la bottiglia era semplice the alla pesca. Anche la scena del “Sono un lancia-cibo” (I’m a zit) è una gag inventata sul momento dall’attore.

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Eleonora Ceccarelli

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