Cultura

Anna Karenina, l’opera d’arte di Lev Tolstoj

Anna Karenina-copertina libro-immagine fonte web
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Pubblicato per la prima volta come romanzo nel 1887, apparve qualche anno prima a puntate su un periodico russo, Anna Karenina di Lev Tolstoj fu inizialmente stroncato e archiviato dalla critica come un racconto frivolo dell’alta società moscovita. L’autore, di contro, nonostante il successo di Guerra e Pace, lo considerava il suo primo vero romanzo. Un racconto realistico contro l’ipocrisia del suo tempo.

Fu Dostoevskij insieme a Nabcov, a definirlo e innalzarlo a perfetta e incomparabile opera d’arte, a capolavoro assoluto della letteratura del XIX secolo. Tolstoj trasse ispirazione da un mondo che lui conosceva bene, essendo egli stesso di nobili e aristocratiche origini; da I racconti di Belkin di Puskin, e dall’aver racchiuso nella sua immaginazione, il nudo gomito di un braccio aristocratico al quale sentiva l’esigenza di dare un volto e un corpo. Conosciuto come aspirante moralizzatore sociale, Tolstoj esprime qui tutto il suo pensiero, da quello religioso, etico e morale, a quello filosofico. La sua lotta contro le convenzioni è, in Anna Karenina, espressa nella sua completezza.

Pagina dopo pagina-i grandi classici-immagine fonte web
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Anna Karenina: Il romanzo

La storia appassionata e tragica allo stesso tempo, è quella di Anna, che sposata senza amore ad un alto funzionario di Pietroburgo, si innamora appassionatamente di Wronskij; un uomo bello, quanto superficiale. Rimasta incinta dell’amante, si ribella a tutte le convenzioni e a quel marito, che per salvare le apparenze, la vorrebbe ancora moglie asservita. Fugge così in Italia con Wronskij.

Questa scelta d’amore le costerà la messa al bando sociale, e l’allontanamento dal figlio avuto nel matrimonio. Ma Anna, anima inquieta, ossessionata da una gelosia che la divora, e da un isolamento che non riesce a gestire, sopraffatta da una disperazione che vede senza uscita, si suicida buttandosi sotto un treno. A fare da contraltare a questa storia è quella tra Kitty e Levin, due personaggi convenzionali, che vivono e coronano il loro amore seguendo tutte le regole.

Lev Tolstoj - immagine web Anna Karenina, l’opera d’arte di Lev Tolstoj
Lev Tolstoj – immagine web

Anna, Tolstoj  e Il loro tempo

Tutte le famiglie felici sono simili le une alle altre, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo.

Nella storia tragica di Anna Karenina, lo scrittore descrive tutto il travaglio che era costretto ad affrontare chi osava opporsi alle convenzioni del tempo. Chi voleva vivere la vita seguendo la propria libertà di pensiero e di comportamento. Egli stesso, avendo espresso posizioni anti nazionaliste, si vide costretto a pubblicare l’ultima parte del libro a sue spese. Il romanzo, dunque, ambientato nell’alta società russa, ne mette in evidenza l’ipocrisia dei costumi, della vita all’interno del matrimonio. Affronta così il tema dell’amore, della passione carnale, della gelosia, della fedeltà, di tutto quello che se ostacolato può portare alla follia.

Anna infatti, nella prima parte del romanzo, ci appare donna perfettamente integrata nel suo tempo, ammirata e invidiata, fino all’incontro con quell’uomo. Wronskij provoca dentro di lei un terremoto. Da li in poi, pagina dopo pagina, il personaggio implode. Anna viene corrosa dalla sua stessa integrità, dalla sua incapacità di mentire, di gestire due vite separate. Paradossalmente, proprio quelle anime pulite, venivano punite dalla società, proprio perché mettevano in luce quella sporcizia che gli altri erano capaci di nascondere sotto il tappeto. La tragedia, arriva quando le proprie radici annodandosi con ciò che vorremmo diventare, senza trovarne davvero la forza, non riescono a creare un innesto.

Cristina Di Maggio

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