Cultura

Anna Maria Sforza, ritratto di una sposa infelice

Nata il 19 luglio del 1473 a Milano, suo padre era il Duca di Milano, Galeazzo Maria Sforza, e sua madre era Bona di Savoia. Da parte di padre discendeva dai Duchi Visconti di Milano.

Anna Maria Sforza e la sua promessa di matrimonio

Venne promessa in moglie ad Alfonso I d’Este, figlio di Ercole, con un contratto stipulato e poi ratificato nel 1477. Il matrimonio avvenne 14 anni dopo, nel 1491, con celebrazione a Milano e successivi festeggiamenti a Ferrara. La dote di Anna Maria Sforza era dello stesso valore di quella di Beatrice D’Este, ovvero di 40.000 ducati. La traccia di questi eventi si trova nelle “Croniche 1471-1494” di Ugo Caleffini, biografo contemporaneo di Ercole I e del figlio Alfonso I .

Le diverse verità sull’erede

Appena 6 anni dopo, nel novembre del 1497, la giovane Anna Maria morì di parto, senza aver dato alcun erede al marito che in seguito si risposò, con Lucrezia Borgia, dalla quale ebbe sei figli, tra cui l’erde al Ducato di Ferrara. Esistono però diverse tesi a riguardo.Secondo alcune fonti, il bambino di Anna Maria, un maschio, morì subito dopo la celebrazione del suo battesimo; secondo altre, invece, sopravvisse ed ebbe assegnato il nome di Alessandro. Il giovane sarebbe morto all’età di 17 anni.

Il matrimonio infelice

Il marito Alfonso non prese parte ai funerali di Anna Maria Sforza, poiché in quello stesso periodo aveva il volto sfigurato dalla sifilide.La sepoltura della giovane, androgina e profondamente infelice a causa del suo matrimonio, avvenne nel monastero di San Vito di cui la stessa era una grande benefattrice e che ora non esiste più.

Anna Maria Sforza - Photo Credits: wikipedia
Anna Maria Sforza – Photo Credits: wikipedia

L’umanista italiano Bonaventura Pistofilo parla di Anna Maria Sforza come di una donna bellissima e gentilissima, particolarmente colta, intelligente e riservata. Nulla a che vedere con il marito Alfonso che, al suo contrario, condusse una vita seguendo gli impulsi, nella completa dissolutezza.

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