Cultura

Anna Politkovskaja, una morte ancora senza risposte

Nasce il 30 agosto 1958 a New York, Anna Politkovskaja, per anni giornalista e reporter in Cecenia, durante la guerra, uccisa nel 2006 a Mosca

“Non candele o lampade  hanno acceso il buio: ma gli occhi insonni”.  Sono i versi di Marina Cvetaeva, tratti dalla poesia Ecco ancora una finestra. E’ l’autrice sulla quale la giornalista russa Anna Politkovskaja, di cui oggi ricorre l’anniversario della nascita, ha scritto la sua tesi di laurea nel 1980 all’Università di Mosca. Anche i suoi sono stati occhi insonni che volevano portare luce e chiarezza nella tragedia cecena e che poi l’hanno condotta alla morte, freddata con i colpi di pistola di un sicario all’interno dell’ascensore del palazzo in cui abitava, a Mosca, il 7 ottobre 2006.

 Anna Politkovskaja,
ANNA POLITOKVSKAJA – PHOTO CREDITS DAL WEB

Anna Politkovskaja, la questione cecena e il governo Putin

Un omicidio rimasto senza risposta, anche se voci non ufficiali indicano come possibile mandante proprio Vladimir Putin e il suo governo, che la giornalista ha più volte denunciato nei suoi articoli per violazione dei diritti civili nel corso della guerra in Cecenia (dal 1994 al 1996 e dal 1999 al 2009). L’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede, diceva, e determinata e coerente com’era, lei lo ha sempre fatto. 

I primi anni e l’ngresso nella redazione di Novaja Gazeta

Prima  nel  giornale moscovita  Izvestija dove lavora fino al 1993. Poi dal  1994 al 1999  come assistente del direttore Egor Jakovlev nella Obskaja Gazeta, fino ai suoi più recenti articoli sulla Novaja Gazeta, il quotidiano russo di ispirazione liberale sostenuto da Michail Orbace, di cui fanno parte giornalisti fuoriusciti dalla Komosomol’skaja Pravda, il quotidiano più letto in Russia, fondato nel 1925 nel’ambito dell’allora organizzazione giovanile del partito comunista del’Unione Sovietica, diventato poi testata indipendente.

 ANNA POLITOKVSKAJA - SEQUESTRO TEATRO DUBROVSKA DI MOSCA - PHOTO CREDITS DAL WEB
ANNA POLITOKVSKAJA – SEQUESTRO TEATRO DUBROVKA DI MOSCA – PHOTO CREDITS DAL WEB

Le inchieste sulle stragi al Teatro Dubrovka e a Beslan

La Novaja pubblica inchieste scottanti, dall’occupazione del Teatro Dubrovka di Mosca nell’ottobre 2002, ad opera di separatisti ceceni morti con esalazioni di gas tossico, alla presa della scuola di Beslan, anche questa per iniziativa dei ceceni e costata la vita ad oltre 330 persone, dei quali 186 bambini, in cui però vengono portati alla luce i gravi comportamenti nella gestione della vicenda da parte dell’esercito russo, proprio dalla Politkovskaja.  La sua critica alla gestione della crisi con la regione ribelle (che fin dal 1993 si proclama indipendente dalla Federazione Russa, a cui invece aderisce la vicina Inguscezia) si fa sempre più serrata.

ANNA POLITOKVSKAJA – LA PRIMA GUERRA CECENA – PHOTO CREDITS DAL WEB

La Russia dopo il crollo dell’Unione Sovietica: rimonta delle istanze indipendentiste

La Russia post comunista in cui vive e lavora la giornalista è segnata fin dai primi anni successivi alla dissoluzione dell’Urss dall’acuirsi dei conflitti etnici e dalle aspirazioni indipendentiste. Ma anche da corruzione e disinformazione che lei denuncia nei suoi servizi. Inviata di guerra in Cecenia nel 1998, mentre è in corso la seconda guerra (dal 1999 al 2009) per la Gazeta, la Politkovskaja rompe il muto di omertà e silenzio che circonda il conflitto, e incurante delle minacce (tranne il periodo in cui per questo dovrà trasferirsi a Vienna) per anni racconta e documenta i vergognosi soprusi della guerra passati nel Paese sotto silenzio da stampa e media.

ANNA POLITOKVSKAJA – SOLDATI RAGAZZINI ARRUOLATI NELL’ESERCITO CECENO – PHOTO CREDITS DAL WEB

La denuncia delle ripetute violazioni dei diritti sui civili

Cecenia. Disonore russo, pubblicato nel 2003, denuncia le brutalità inferte ai civili sia da parte dell’esercito russo che da quello ceceno. Torture, rapimenti, stupri, uccisioni, testimoniate anche da alcuni militari russi e ufficiali. Così come in Un piccolo angolo d’inferno si parla di esecuzioni senza processo, razzie e saccheggi in un contesto privato dello stato di diritto e della possibilità di sanzionare le azioni riprovevoli che sono ormai la routine.

 ANNA POLITOKVSKAJA - LA STRAGE DI BESLAN IN OSSEZIA TRA L'1 E IL 3 SETTEMBRE 2004 - PHOTO CREDITS DAL WEB
ANNA POLITOKVSKAJA – LA STRAGE DI BESLAN IN OSSEZIA TRA L’1 E IL 3 SETTEMBRE 2004 – PHOTO CREDITS DAL WEB

La questione cecena vista dalla comunità internazionale come “questione interna” alla Federazione Russa

Tutto nell’indifferenza della comunità internazionale che per anni ha considerato la questione cecena un problema interno alla Federazione Russa. Proibito parlare. Cecenia, Beslan, Teatro Dubrovka: le verità scomode della Russia di Putin raccoglie gli articoli dedicati alle tre tre tragedie. Edite in Italia da Mondadori la raccolta è stata pubblicata nel 2007, dopo la sua morte.

 ANNA POLITOKVSKAJA - LA STRAGE DI BESLAN IN OSSEZIA TRA L'1 E IL 3 SETTEMBRE 2004 - PHOTO CREDITS DAL WEB
ANNA POLITOKVSKAJA – LA STRAGE DI BESLAN IN OSSEZIA TRA L’1 E IL 3 SETTEMBRE 2004 – PHOTO CREDITS DAL WEB

O ancora, la raccolta di articoli scritti dal 1999 al 2006, pochi giorni prima di essere uccisa, intitolata  Per questo. Alle radici di una morte annunciata,  dove, attraverso reportage e testimonianze,  emerge un quadro a tinte fosche della Russia contemporanea, dove persiste un”informazione senza possibilità di verifica delle fonti e dei fatti, e per questo, asservita, di fatto, alle autorità di governo.

ANNA POLITOKVSKAJA – LA STRAGE DI BESLAN IN OSSEZIA TRA L’1 E IL 3 SETTEMBRE 2004 – PHOTO CREDITS DAL WEB

L’8 ottobre, giorno successivo all’assassinio, la Polizia sequestra nel suo appartamento il computer e il materiale a cui stava lavorando, un’inchiesta sulle torture commesse dalle forze di sicurezza cecene legate all’allora Primo Ministro Ramsan Kadyrov.  Mancano però due fotografie, secondo quanto dichiara l’allora direttore responsabile del giornale
Dmitry Muratov.

 ANNA POLITOKVSKAJA - GUERRA IN CECENIA - PHOTO CREDITS DAL WEB
ANNA POLITOKVSKAJA – GUERRA IN CECENIA – PHOTO CREDITS DAL WEB

Gli appunti non ancora sequestrati sono pubblicati il giorno dopo, 9 ottobre 2006, sulla Novaja Gazeta. Riguardo il processo, la pista più accreditata è quella dell’omicidio premeditato ed eseguito da un killer a contratto. Il mandante non è mai stato individuato.

“Sono una reietta”

Queste le parole di Anna Politkovskaja nel suo saggio pubblicato postumo nel 2007 dall’organizzazione no profit americana Pen, fondata nel 1922 con sede a New York, per difendere la libera espressione:

Sono una reietta. È questo il risultato principale del mio lavoro di giornalista in Cecenia e della pubblicazione all’estero dei miei libri sulla vita in Russia e sul conflitto ceceno.

A Mosca non mi invitano alle conferenze stampa né alle iniziative in cui è prevista la partecipazione di funzionari del Cremlino: gli organizzatori non vogliono essere sospettati di avere delle simpatie per me.


Eppure tutti i più alti funzionari accettano d’incontrarmi quando sto scrivendo un articolo o sto conducendo un’indagine. Ma lo fanno di nascosto, in posti dove non possono essere visti, all’aria aperta, in piazza o in luoghi segreti che raggiungiamo seguendo strade diverse, quasi fossimo delle spie.


Sono felici di parlare con me. Mi danno informazioni, chiedono il mio parere e mi raccontano cosa succede ai vertici. Ma sempre in segreto. È una situazione a cui non ti abitui, ma impari a conviverci.

Anna Cavallo

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