Esteri

Anonymous rivendica la diffusione in rete dei dati di militari russi

dati dei militari russi diffusi online. È questa una delle ultime iniziative intraprese da gruppi di hacker che si riconoscono sotto le insegne di Anonymous, rete decentralizzata di attivisti digitali, generalmente attiva per punire governi e istituzioni responsabili di violazioni dei diritti umani. L’annuncio è rimbalzato in pochi minuti attraverso numerosi canali Twitter – social network di riferimento anche per gli attivisti digitali – totalizzando migliaia di condivisioni. L’archivio condiviso contiene in realtà un solo file che elenca 118 account di posta elettronica e relative password, che rispondono ai domini gov.ru e mil.ru, riconducibili a sistemi istituzionali di Mosca.

Sebbene non determinante, l’iniziativa si inserisce in una serie di missioni compiute da attivisti e hacker in tutto il mondo per manifestare dissenso nei confronti dell’invasione russa dell’Ucraina, verso la quale tutti sembrano esprimere solidarietà. Ma è stato lo stesso governo ucraino, venerdì 25, ad appellarsi agli hacktivisti, chiedendo aiuto e sostegno nel contro l’invasione del paese.

È presto detto: dai numerosi account che si richiamano ai valori di Anonymous – che non è un’organizzazione internazionale, ma una rete di individui accomunati dai medesimi scopi – è iniziata una pioggia di rivendicazioni per attacchi compiuti contro organizzazioni di stampa russe come Russian Television (Rt) e siti istituzionali quali quello del Cremlino e dell’esercito.

Tuttavia, non è possibile dire con certezza che i servizi registrati nelle scorse ore su questi portali siano dovuti all’attività degli hacker e ad attacchi DDoS: che inondano un sistema di richieste per portarlo al collasso. Infatti, tra giovedì 24 febbraio e venerdì 25 i siti che hanno subito disservizi sono stati a decine, a causa del furioso traffico web di chi cercava notizie sulla crisi ucraina.

Tra questi anche MarineTraffic e FlightRadar24, il primo per il monitoraggio dei trasponder delle navi e il secondo per aerei e droni. Entrambi i portali hanno infatti dato problemi per giorni. Su FlightRadar24 questo è stato esplicitamente manifestato con l’avviso: “A causa dell’alto traffico non possiamo essere online”. Tutti i siti web citati risultano ora disponibili.

Nel frattempo anche l’altro fronte dà segni della sua presenza. Il collettivo di cybercriminali Conti Group, di stanza in Russia e attivo da anni nell’attaccare infrastrutture occidentali, ha comunicato di essere al fianco di Putin nell’invasione“Se chiunque deciderà di organizzare cyberattacchi o attività militari nei confronti della Russia, noi utilizzeremo tutte le nostre possibili risorse per contrattaccare le infrastrutture critiche del nemico”, scrivono sul loro blog.

Ucraina, Anonymous attacca il Cremlino

La principale azione rivendicata da Anonymous nelle ultime ore è l’attacco al sito web del ministero della Difesa russo. L’attacco, secondo analisti cyber, avrebbe fatto scattare le difese a disposizione di Mosca in caso di offensiva ‘virtuale’: se il portale del ministero della Difesa è andato in tilt, quindi, significa con ogni probabilità che sono scattate attivate tecnologie di anti-ddos dalla Russia. Il meccanismo di protezione, in questo caso, consente di rendere accessibile la risorsa – in questo caso il sito del ministero – in base alla posizione e al paese in cui si trova l’utente. Non si può escludere, quindi, che il sito del ministero della Difesa russo sia rimasto accessibile ad utenti all’interno dei confini nazionali. Anonymous, in ogni caso, non si è fermato qui. Scorrendo le timeline dei profili riconducibili al collettivo, però, si trovano messaggi relativi ad altri successi che la cyberwar avrebbe prodotto: nella rete degli Hacker sarebbero finite l’emittente russa RT e l’azienda produttrice di armi Tetraedr. Stesso trattamento sarebbe stato riservato ad un’azienda bielorussa, fornitore dell’esercito russo.

Back to top button