Esteri

Arresto di Alessia Piperno, la telefonata tra Di Maio e il ministro iraniano

Telefonata per discutere della liberazione di Alessia Piperno, la giovane travel blogger arrestata una settimana fa: il ministro iraniano sembra disponibile alla collaborazione, ma poi mette l’arresto sul piano politico

Telefonata tra di Maio e il ministro iraniano per la liberazione di Alessia Piperno, potrebbe essere stato un arresto politico

Arrestata una settimana fa in Iran la travel blogger italiana Alessia Piperno. I motivi dell’arresto non sono ancora formalmente noti, è stato comunicato dall’ Italia che la giovane avrebbe partecipato ad alcune manifestazioni. Potrebbe essere stata arrestata mentre festeggiava il suo trentesimo compleanno con gli amici in un ostello fuori Teheran.

La telefonata fra di Maio e il ministro iraniano Hossein Amirabdollahian promette collaborazione, a Di Maio è stato assicurato che arriveranno notizie ufficiali. L’informalità della telefonata collide però con la volontà di utilizzare l’arresto per fini politici: l’Iran ha chiesto all’Italia di revocare le sanzioni e ristabilire un rapporto bilaterale anche con l’Europa. Nella notizia ufficiale divulgata da Irna: “Siamo insoddisfatti delle soluzioni e degli interventi di alcuni funzionari europei nei recenti interventi”. Il riferimento è alle minacce di sanzioni dopo la morte di Mahsa Amini e alla dura repressione delle proteste. I fini politici sembrano evidenti “Se l’Unione Europea vuole intraprendere un’azione frettolosa e sconsiderata con un duplice atteggiamento, dovrebbe attendere l’azione effettiva e reciproca della Repubblica islamica dell’Iran”.

Dati gli evidenti risvolti politici le fonti più autorevoli chiedono di mantenere il silenzio per permettere di riportare Alessia a casa. La donna si trova nel carcere di Evin, a nord della capitale. Nessun diplomatico italiano è ancora riuscito a parlare con lei, sarebbe in salute ma ci si preoccupa per i metodi crudeli con cui sono trattati i detenuti.

Rimane tuttora ignota l’accusa che avrebbe giustificato l’arresto. La donna si trovava in Iran da due mesi e mezzo, avrebbe trascorso un periodo anche nel Kurdistan iraniano, severamente controllato per le istanze anti regime. Il portavoce di Amnesty International “L’Iran ha detto di aver fermato nove stranieri che avrebbero preso parte alle manifestazioni. Se questa fosse l’accusa anche per Alessia sarebbe del tutto ingiustificata.”

Francesca De Fabrizio

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