I Ventisette si sono accordati giovedì 23 ottobre su una tabella di marcia con cui organizzare congiuntamente il riarmo europeo da qui al 2030 e su nuove forme di flessibilità nel percorso verso la neutralità climatica. In un vertice per molti versi costruttivo, i capi di Stato e di governo hanno anche dato il via libera al 19mo pacchetto di sanzioni contro la Russia, in piena guerra ucraina. Più ostica si è rivelata invece la questione dell’uso degli attivi russi congelati, dinanzi ai perduranti dubbi del Belgio.

L’ultimo pacchetto di sanzioni alla Russia rappresenta una svolta perché, per la prima volta, prende di mira direttamente le importazioni russe di Gas Naturale Liquefatto (Gnl). Secondo Maria Luís Albuquerque, commissaria europea per i Servizi finanziari, l’eliminazione graduale del Gnl russo «colpirà dove fa più male», riconoscendo che, nonostante la significativa riduzione della dipendenza da petrolio greggio e raffinato, l’Unione continua a importare volumi notevoli di Gnl.

«Con il diciannovesimo pacchetto di sanzioni adottato oggi (ieri, ndr) – scrive su X il cancelliere tedesco Friedrich Merz – stiamo aumentando ulteriormente la pressione sulla Russia. Putin deve rendersi conto che questa guerra gli costerà più di una pace negoziata. Siamo al fianco dell’Ucraina».

L’intesa è stata possibile dopo che il primo ministro slovacco, Robert Fico, ha ritirato le sue richieste di veto legate ai prezzi dell’energia e all’industria automobilistica. La misura fondamentale prevede un divieto di importazione di Gnl russo a partire da gennaio 2027. Questo phase-out (eliminazione graduale) non solo interromperà i flussi, ma fornirà una copertura legale ai rimanenti fornitori dell’Unione europea (come Belgio, Francia e Spagna) per invocare la forza maggiore e rescindere contratti a lungo termine con Mosca senza incorrere in costose cause legali.

Le misure prevedono in particolare il blocco totale delle importazioni di gas naturale liquefatto russo entro la fine del 2026 e misure supplementari contro la flotta fantasma di petroliere che Mosca utilizza per aggirare le sanzioni occidentali. Presente qui a Bruxelles, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha giudicato «molto importante» questo pacchetto di misure.

Sul fronte della difesa, l’impegno politico dei Ventisette non è banale. La tabella di marcia della Commissione europea prevede una serie di progetti in comune – dal muro anti-droni allo scudo missilistico – da avviare concretamente tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo. La diplomazia italiana ha rivelato che l’Italia ha dato la sua disponibilità a guidare tutti e nove i progetti. Il dossier è ora oggetto di negoziato con Bruxelles e le altre capitali.