“Quarantamila maghrebini e tanti psicopatici che violentano ragazzine e fanno quello che gli pare, distruggono ogni giorno qualcosa o qualcuno…. voi cretini puntate il dito su di me e non risolvete i problemi veramente gravi e seri”. Inizia così il lungo sfogo affidato a Instagram da Artem Tkachuk, l’attore italo-ucraino di 25 anni diventato celebre per il ruolo di “Pino ‘o pazzo” nella serie televisiva Mare Fuori. Una reazione a caldo che arriva all’indomani della sentenza di condanna in primo grado per i vandalismi avvenuti la scorsa primavera nel Milanese.

Lo sfogo di Artem Tkachuk

“Quella notte come dichiarato anche davanti al giudice ho fatto 200 metri per comprare le sigarette e mi sono trovato in un blitz con accuse che c’erano macchine rotte. Ovviamente ho opposto resistenza a sti poliziotti che potevo veramente spezzarli in due secondi … ammetto di aver bevuto un po in più quella notte. E ho sbagliato a non essere diplomatico come voi…ora andate a puntare il dito su di me senza prove e senza alcun motivo, soltanto perché dietro al giornalismo c’è un business che la gente comune non comprende ….questo è il prezzo di chi sta sotto ai riflettori”.

Il flusso di coscienza di Artem Tkachuk si sposta poi su un piano strettamente intimo, svelando le fragilità dietro al personaggio pubblico, per poi chiudersi con una provocazione: “Ammetto che ho avuto un periodo no nella mia vita e ho sottovalutato cos’è la depressione e di conseguenza nella mia solitudine cercavo di ammorbidire il dolore interiore con l’alcol che poi è diventato abitudinale nel mio quotidiano ed è sbagliato...(…) ma non sono né primo, né l’ultimo che è stato preda del show business e del demonio. (…) E per quanto vorreste vedermi morto o sotterrato non ci riuscirete mai perché ormai la mia corazza è diventata indistruttibile. Non mi piegherò a voi corrotti”.

Cosa era successo

L’attore italo-ucraino, 25 anni, era stato arrestato nella notte tra il 20 e il 21 maggio scorsi in via Molino Prepositurale a Rho, con l’accusa di danneggiamento aggravato di quattro autovetture. L’arresto era stato convalidato ma senza applicazione di misure cautelari. La sentenza, emessa con rito abbreviato dalla giudice Amelia Managò, ha condannato Tkachuk insieme ad altri tre giovani di 18, 22 e 24 anni alla pena di un anno di reclusione. A tutti gli imputati è stata concessa la sospensione condizionale della pena e la non menzione nel casellario giudiziale, a patto però che entro sei mesi risarciscano i danni causati. Secondo l’accusa, le auto in sosta sarebbero state prese a calci dal gruppo.

La Procura aveva chiesto per tutti e quattro una condanna a 8 mesi, mentre le difese puntavano all’assoluzione. A rappresentare l’attore e un altro imputato era l’avvocata Maria Grazia Padula, mentre gli altri due erano assistiti da Alessia Pontenani. Proprio quest’ultima aveva sottolineato come i suoi assistiti avessero incontrato Tkachuk soltanto quella notte, come avrebbe dimostrato un selfie fatto con lui. L’avvocata ha poi spiegato che i due non fossero responsabili dei danni a specchietti e paraurti, essendo stati fermati in un’altra strada. Oltre al vandalismo sulle auto, ci sono stati anche gli insulti e le minacce agli agenti al momento dell’arresto. Per quei fatti Tkachuk è stato denunciato in un fascicolo a parte per minacce a pubblico ufficiale. In sede di convalida del fermo, l’attore si era già scusato.