Economia

Assegno unico per i figli, fino a 175 euro mensili a partire da marzo 2022

L’Assegno Unico per i figli spetterà a sette milioni di famiglie. Le domande andranno inoltrate all’Inps entro gennaio 2022, mentre l’assegno partirà da marzo 2022.

Assegno unico per i figli, come funziona e come richiederlo

Le domande inoltrate entro gennaio 2022 daranno diritto all’erogazione dell’Assegno Unico per i figli a partire dal mese di marzo 2022. E’ stato cancellato il criterio della busta paga che avrebbe richiesto tempi di verifica e di erogazione dell’assegno più lunghi e differenziati per ogni tipologia di lavoratore. Ora la procedura per ottenere il contributo prevede tre step:

  • Presentare la domanda all’Inps a gennaio 2021;
  • Nel periodo tra gennaio e marzo i lavoratori riceveranno in busta paga le detrazioni fino a febbraio;
  • L’avvio effettivo dell’assegno con i nuovi importi nuovi scatterà a marzo.

Per quanto riguarda gli importi dell’assegno, questi prevedono da 50 a 175 euro al mese per i primi due figli. Dal terzo figlio si potranno ricevere tra 65 e 260 euro. Con quattro figli scatta invece in bonus da 100 euro al mese, a prescindere dall’Isee. Inoltre, per i disabili non ci sono limiti di età e le mamme con meno di 21 anni riceveranno 20 euro in più per ogni figlio. I beneficiari del reddito di cittadinanza lo otterranno in automatico. Per fare domanda a Inps, anche i lavoratori dipendenti dovranno presentare l’Isee.

La maggiorazione transitoria

Con il nuovo Assegno Unico del 2022 si amplierà il numero degli aventi diritto, ma il 18% rischia di ricevere meno soldi rispetto al 2021. Per evitarlo il Governo ha previsto un meccanismo perequativo per le famiglie con Isee inferiore a 25mila euro. Secondo la ministra della Famiglia Elena Bonetti, con l’introduzione della clausola di “maggiorazione transitoria” in vigore fino al 2025 molte famiglie riceveranno importi più alti del 2021.

Si potrà sostituire il valore Isee con un’autodichiarazione, ma in questo caso si incasserà sul conto corrente la cifra minima, cioè 50 euro per ogni figlio (quindi è esclusa a priori la possibilità di riceverne 175). La clausola è di durata triennale con décalage. Ciò significa che nel 2022 il ristoro è totale, nel 2023 calerà a due terzi e nel 2024 a un terzo. Dal primo marzo 2025 non spetta più alcun sostegno.

La Ministra Bonetti ha ribadito che la clausola di “maggiorazione transitoria” salverà chi avrebbe dovuto subire un taglio per il 2022. Secondo La Repubblica, invece, 400mila famiglie rischiano di ottenere meno soldi e la nuova misura servirà a coprirne la metà. Il quotidiano ha calcolato che una famiglia con quattro figli e Isee sotto i 15 mila euro (la condizione di metà delle famiglie italiane) prenderà 175 euro al mese per primo e secondo figlio, 260 euro per terzo e quarto, più 100 euro forfettari (a prescindere dall’Isee) per le famiglie dal quarto figlio in poi. In totale sono 970 euro al mese.

L’Assegno Unico per i figli: le simulazioni della UIL

La UIL ha fatto i suoi calcoli e ha cercato di spiegare che il nuovo meccanismo rischierà di far ottenere meno soldi ad alcune famiglie. Secondo le simulazioni del sindacato una famiglia di due genitori e due figli minorenni con monoreddito di 15mila euro, patrimonio mobiliare di 3mila e prima casa (50 mila euro), per un valore Isee di 4.878 euro con l’attuale sistema degli assegni per il nucleo familiare e le detrazioni figli prende 469 euro. Da marzo, invece, con l’introduzione del nuovo Assegno Unico percepirà solo 350 euro.

Nel caso di una famiglia con reddito di 50mila euro in cui entrambi i genitori lavorano, a parità di patrimonio immobiliare in valore, e con Isee pari a 17.669 euro, l’assegno unico arriverà a 383 euro contro gli attuali 262 dell’assegno. In sostanza, per UIL la famiglia più bisognosa rischia di prendere 119 euro in meno rispetto alle misure in vigore nel 2021, mentre quella più possidente otterrà 121 euro in più.

Giulia Panella

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