Musica

Astor Piazzolla y el “Tango Nuevo”

Oggi si celebra il compleanno di Astor Piazzolla, musicista stravagante e compositore prolifico, nato a Mar de Plata in Argentina l’11 Marzo 1921. I suoi brani sono conosciuti in tutto il mondo, tuttora in cima alle playlist degli eventi di tango e milonghe, perfino degli illegal. Sin da giovanissimo Piazzolla si appassiona del bandoneón, un tipo di fisarmonica a bottone nata in Germania e divenuta fondamentale nell’arrangiamento delle orchestre di tango soprattutto nelle aree dell’Argentina e dell’Uruguay.

Viaggia tra New York e Parigi, ama e contempla l’Europa. Nel 1955 torna in Sudamerica, questa volta a Buenos Aires dove, temprato e arricchito dalla moltitudine di esperienze occidentali, inizia a produrre – affiancato dal suo “Octeto Buenos Aires” –  quello che diventerà il paradigma «rivoluzionario» del tango tradizionale da quel momento in poi e che sperimenterà insieme al “Quinteto Nuevo Tango” negli anni ‘60.

Astor Piazzolla playing fisarmonica - Immagine Web
Astor Piazzolla playing fisarmonica – Immagine Web

Libertango è il primo brano dell’omonimo album ed è una poesia seducente, un ricordo nostalgico, intimo, sensuale, dinamico, impresso nella memoria collettiva di tutte le generazioni. In Fuga y Misterio, composizione dell’operetta “Maria de Buenos Aires” scritta nel ’67 a quattro mani con il poeta Horacio Ferrer, sembra quasi di assistere a un dialogo acceso e appassionante tra un violino e uno xilofono.

Il brano La Ultima Curda di Roberto Goyeneche, arrangiato da Astor Piazzolla, recita:

“Tu lágrima de ron me lleva
Hacia el hondo, bajo fondo donde el barro se subleva
Ya sé, no me digás: “Tenés razón”
La vida es una herida absurda, Y es todo, todo, tan fugaz…”

In effetti definire «tango» il lavoro di Piazzolla nel suo complesso è riduttivo, esso è un’arte autentica e dichiaratamente innovativa. Uno stile totalmente originale che tuttavia non dimentica le radici nei maestri come Carlos Gardel e Nadia Boulanger.

Il Tango nella danza

Non si tratta solo di musica, il tango è anche un ballo. Immaginiamo una lenta passeggiata in compagnia, uno di fronte all’altro: due corpi – quello che guida e quello che si abbandona al flusso sensuale del gioco – danzano separati da un limite costante e immaginario mentre un’unica forza li lega e ne equilibra il rapporto.

“Il Tango non è una danza ma una ossessione. Per il tanguero è una parte della vita come mangiare e dormire. Erotica e appassionata, inquietante e malinconica, che coinvolge non solo il corpo ma anche l’anima” – Carlos Gavito

Libertango Dancers – Musica di Astor Piazzolla

Il contesto storico

Non va trascurato che il tango è un genere ottocentesco nato in un’Argentina che, tra Otto e Novecento, vede l’affluire di una vastissima popolazione proveniente soprattutto dall’Italia, un fattore condizionante nella nascita del genere. La commistione di una tale varietà di culture differenti produce dei cambiamenti determinanti all’interno del contesto socio-culturale dell’epoca, con ripercussioni evidenti anche in ambito musicale. Le tematiche tipiche del tango manifestano una condizione esistenziale comune dovuta proprio alla complessità socio-urbana di Buenos Aires: la disillusione amorosa, la solitudine abbacinante, la malinconia e il tempo fugace, i vizi e il gioco d’azzardo, sono i temi principali del genere.

È in questo scenario che si esibisce Piazzolla, anch’egli di origini pugliesi e toscane, chiaramente favorito da un importante background musico-culturale intriso delle sue esperienze europee. La sua musica è l’esito di una combo geniale tra la musica classica del Teatro Colón e le performance di tango e bandoneón nell’orchestra di Aníbal Troilo.

Astor Piazzolla, Las cuatro estaciones porteñas – Video da Youtube

Questa fusione è tangibile in brani come Adiós Nonino, Buenos Aires Hora Cero e nelle sue Quattro Stagioni portegne –  Invierno Porteño, Otoño porteño, Primavera porteña e Verano porteño.

Astor Piazzolla ci lascia il 4 Luglio 1992, a Buenos Aires, ma la sua anima si conserva nelle sensuali note della sua musica.

Alberta Iemolo

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