Termina la telenovela riguardante il difensore conteso col Catania. Ufficialità rilasciata nel corso di un’intervista anche dallo stesso coach Braglia; Luigi Silvestri è un nuovo giocatore dell’Avellino al quale si aggregherà nel corso delle prossime ore.

Silvestri e non solo…

Versatilità ed abnegazione si fanno pagare peso d’oro per la realtà attuale della Serie C.
Indubbiamente un progetto nuovo, all’apparenza forte e stabile non può non creare aspettative alte in una piazza, specie se parliamo di quella irpina.
L’asse D’Agostino-Di Somma regala un altro colpo ai tifosi dei lupi, soffiando ed acquistando le prestazioni di Luigi Silvestri per una cifra pari a 60.000 euro – da versare nella casse tutt’altro che scontente del Potenza.

Un’operazione che nel corso delle settimane ha ricevuto rallentamenti dovuti all’interesse -poi tramutato in intrusione- del Catania che nel difensore palermitano vedeva un’occasione per riassestare il reparto difensivo.
Occasione- però- vista, colta ed ufficializzata dal d.s Di Somma e dal suo staff che aggiungono un altro slot difensivo per rattoppare gli addii precedenti di Morero, Bertolo e Celjak.

Parisi-Empoli: sorrisi sardonici

Settantatre partite e quattro reti dopo termina l’avventura del giovane -ma maturo- esterno sinistro Fabiano Parisi con la maglia dei lupi.
I numeri, conditi dall’impressionante precocità del ragazzo, sono bastati per convincere l’Empoli di Dionisi ad un esborso considerevole.
Nelle casse dell’Avellino finiscono ben 450.000 euro a riscaldare cuore e portafoglio della società; che però verrà chiamata a reinvestire in altre zone del campo.

Sì perchè il sostituto di Parisi è già arrivato in territorio irpino e si tratta di Fabio Tito dalla Vibonese.
L’esterno sinistro cresce nelle fila del Napoli -salvo poi navigare tra Serie D e Lega Pro- e ad oggi rappresenta il profilo d’esperienza che Braglia, assieme all’onnipresente Di Somma, hanno individuato per la squadra che verrà.
Dunque appare sfumata la possibilità di vedere Giovanni Pinto vestire i colori biancoverdi, a discapito della volontà della tifoseria che avrebbe gradito un acquisto di uno spessore ben più alto.

Cosa manca al centrocampo biancoverde?

avellino

Collaudare un modulo come il 3-5-2 di mister Braglia ed assestarlo ai movimenti di mercato non è affatto facile.
Le posizioni statiche e scarsamente adattabili sono un fattore per gli acquisti di una società -vedi Inter ed Atalanta- imponendo ingaggi per ruolo e non per reparto.
Dunque risulta importante ragionare a grandi linee ed investire sulla qualità e soprattutto la qualità di un singolo giocatore.

Questi i motivi che hanno convinto la società a strappare Santo D’Angelo dal Livorno offrendogli un contratto biennale; suffragando il valore di una rosa che di giorno in giorno sembra assestarsi.
Chiaro che non bisogna cullarsi nella certezza che questa sia una squadra da promozione assicurata; la risposta verrà data dal campo et ante omnia e dalla profondità di rosa in secondo luogo.

Ecco perchè si continua a seguire la strada che porterebbe Michel Ndary Adopo; centrale di proprietà del Torino, ad affrontare un anno di prestito in Campania.
Le volontà del Toro e del giocatore stesso, in un primo momento, sembravano allontanare un qualunque futuro in Lega Pro.
La chiusura imminente del mercato, il defilamento della Pistoiese e la carenza di alternativa potrebbero però convincere le due società a trovare un accordo nei prossimi giorni.

I ‘voli pindarici proibiti’ del patron D’Agostino ad inizio estate sembrano lontani anni luce, ma pensare che il lavoro su mercato dell’Avellino possa fermarsi qui sarebbe deleterio per società e –soprattutto– tifoseria.

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