Dal fallimento societario ai playoff per la Serie B, inizia ora la vera gestione D’Agostino.
Il pari con la Ternana ed il piazzamento condannano i lupi di Ezio Capuano autori e fruitori di una favola che rischiava di non poter essere neanche idealizzata.
La parabola ascendente di chi non doveva esserci
La corrente di risacca che ha accompagnato i lupi campani da Terni fino alla maestosa aria dell’Irpinia è risultata molto meno malinconica di quanto atteso. L’U.S.Avellino ha difatti diramato nelle ultime ore un comunicato di fine stagione, che suona più come un inno alle gesta di staff, calciatori e tifosi.
L’essersi redenti dalla situazione tanto caotica quanto scabrosa di inizio stagione fino al raggiungimento di un insperato spareggio playoff non può risultare così amaro alla bocca degli irpini. Nonostante la serata di Terni. Dal timore di non iscriversi al campionato Lega Pro al cambio di società, passando per malcontenti della curva e lotte di leadership. Nonostante tutto l’ambiente è stato in grado rinascere dalle proprie ceneri, anche e soprattutto grazie alle sue figure determinanti.

Uno su tutti il D.s. Salvatore Di Somma, capace di comporre una rosa più che discreta con pochissime frecce al suo arco. Poi Ezio Capuano, one man show nelle vesti di opinionista, più che discreto in quelle da allenatore. Ha portato carattere, esperienza ed imprinting di gioco valorizzando con essi una trasparenza professionale tipica dello stile campano. Ma lo slogan che fa da padrone della scena nel comunicato ufficiale è #daccapo.
Uno sguardo oltre il verde dei propri colori sociali, un futuro ricco di aspettative e buonumori eretti da Angelo D’Agostino. Neo patron del club da febbraio 2020, entrato nelle grazie di tifosi e giocatori. È lui l’uomo della rivoluzione, del progresso.
D’Agostino: vento fresco del cambiamento
Si definisce uno che non eccelle nell’arte del volo pindarico, non lascia quasi niente al caso.
Sarà dunque compito suo, in qualità di presidente, riportare in alto il prestigio del Partènio.
Ripartire con o senza Capuano e Di Somma?
A scanso di equivoci non sono state rilevate indiscrezioni che possano mettere in questione la permanenza dei due, fatta eccezione per l’ultimo causa scadenza di contratto imminente.
Capuano, invece, oltre ad essersi rivelato soddisfatto del lavoro suo e dei suoi ragazzi post-gara, ritiene di aver lavorato con alchimia e senso fideistico con i suoi lupi appoggiando appieno il progetto D’Agostino.
Di certo ad oggi c’è la partecipazione alla Coppa Italia nazionale dopo tre anni, il ritiro estivo di Mercogliano e l’investimento in un settore giovanile d’elite. Con una società forte ed un progetto valido sarà solo questione di tempo prima che il patron si impegni nella costruzione di un nuovo stadio, ogni favola ha pur sempre bisogno del proprio castello.
Addio Charpentier?
Tra le tante note positive della stagione da sottolineare è l’apporto del giovane attaccante francese Gabriel Charpentier, autore di un campionato stellare condito da 6 reti ed eccellenti prestazioni. 21 anni, in prestito e di proprietà dello Spartaks (Serie A lettone) sembra ormai destinato a panorami più prestigiosi della Lega Pro.
Preziosi, ad esempio, sembra deciso ad intervenire per portarselo a Genova e girarlo in prestito in Serie B. Come se non bastasse, la Lazio sembrerebbe una seria contendente alla punta francese, il che porterebbe Charpentier alla seconda corte di Lotito, la Salernitana, acerrima rivale dello stesso Avellino. Per il mercato in entrata, invece, forte l’accanimento sull’ex Pescara Giuseppe Rizzo, individuato come fonte di esperienza per le giovani leve biancoverdi che verranno.





