Baby gang a Pordenone: violenze su ragazzi e disabili

La polizia di Pordenone ha sgominato una baby gang che da mesi terrorizzava il Friuli. Duri provvedimenti contro il capo del gruppo, un 15enne, e nei confronti di un altro minorenne. Non solo coetanei: tra le vittime, anche un adulto disabile.

PordenoneBaby Gang ci risiamo. L’ennesimo caso, stavolta, è quello di un gruppo di giovanissimi (tutti minorenni) che per mesi ha messo sotto scacco la città di Pordenone e le zone limitrofe.

Le accuse contro la Baby Gang

La banda era guidata da un ragazzo di appena 15 anni. A riportarlo è l’ANSA, in una nota di questa mattina. Le squadra mobile non ha ancora individuato tutti i componenti della banda, ma afferma con sicurezza che si tratta di un gruppo di soli minorenni. Tutti residenti nella provincia di Pordenone.

Le accuse nei confronti della baby gang sono di tentata rapina pluriaggravata, tentata estorsione in concorso, spaccio di sostanze stupefacenti e appropriazione indebita. Ovviamente, a queste vanno aggiunte le violenze subite dalle vittime: un adulto disabile e un numero imprecisato di ragazzi e ragazze, tutti minorenni.

Delle accuse, mosse dalla questura di Pordenone, dovrà rispondere il 15enne alla guida del gruppo, insieme a un altro ragazzo di 16 anni. Co-indagato, è risultato il braccio destro del capo della baby gang.

I provvedimenti della polizia

Le indagini della polizia sono ancora in corso. La squadra mobile di Pordenone ha individuato il capo e il braccio destro della baby gang, ma il resto del gruppo è ancora a piede libero.

Viste le aggressioni e le vessazioni subite dalle vittime, il Gip ha disposto il provvedimento restrittivo nei confronti dei due membri della baby gang. La richiesta è stata effettuata dalla Procura per i Minori di Trieste. La polizia, inoltre, ha perquisito il 16 enne e il 15enne, assegnando quest’ultimo ad un comunità di recupero.

Baby Gang
La squadra mobile di Pordenone continua le indagini – Photo Credit: farodiroma.it

In alcune occasioni la cronaca ha rilegato le baby gang al ruolo di criminali minori, limitandosi a riportare i fatti in maniera sterile. Tuttavia, i loro reati sono dei veri e propri casi bullismo. Un bullismo più violento, dal quale non ci si può proteggere.

Nel nostro piccolo, cerchiamo di informare i lettori su questi fatti cosi terribili. Così quotidiani, eppure così evanescenti. Nella speranza che la maggior sensibilizzazione spinga le persone a parlare. A denunciare. Sempre.

Perché a volte la parola è l’unica arma che abbiamo.
E nessuno potrà mai togliercela.

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