Moda

Barbie: The Dream Gap Project

Il Gender Dream Gap inizia all’età di 6 anni, ed è un fenomeno per il quale le giovani ragazze, a causa di costruzioni e credenze sociali, tendono ad essere considerate meno valide rispetto agli uomini in alcuni ambiti professionali.  Il problema è culturale, per questo bisogna lavorare molto sui bambini per far in modo che non ci sia più pregiudizio. Ed è proprio qui che entra “in gioco” Barbie, una linea di fashion dolls commercializzata dalla Mattel a partire dal 9 marzo 1959.

Alcuni studi hanno dimostrato che, in giovane età le bambine cominciano a perdere fiducia in loro stesse e ritengono di non essere intelligenti e capaci quanto i loro coetanei maschi.

Un progetto per abbattere gli stereotipi di genere

Barbie
Barbie

Per risolvere questo problema noto come “Dream Gap”, Barbie ha lanciato questo progetto che offre alle bambine le risorse e il supporto di cui hanno bisogno per continuare a credere in loro stesse. La sensibilizzazione a questo tema, viene ampliato dalla Mattel con un ulteriore percorso per educare all’inclusività e alla diversità. Affronta quindi ulteriori sfide, individua soluzioni e ha stabilito partnership con enti di beneficenza che lavorano ogni giorno per rimuovere ostacoli come questi sopra citati.

Il Dream Gap Project di Barbie si suddivide in diverse fasi, per interagire e influenzare l’educazione del bambino. Una di queste consiste nel creare contenuti d’impatto per incoraggiare le bambine e ispirarle ad avere fiducia in sé stesse. Questo è uno dei metodi più efficaci, utilizzare Barbie come modello di riferimento per affrontare argomenti importanti.

Barbie come modello di riferimento

Barbie utilizza la sua piattaforma globale per far conoscere i modelli di ruolo reali e approfondire le loro storie per essere di incoraggiamento per le bambine: dare loro la possibilità di immaginare che tutto sia possibile.

Il Dream Gap Project comprende anche una collezione di fashion dolls “Ispiring Women” dedicata al mondo delle carriere. Barbie che stimolano l’immaginazione, l’espressione e la scoperta attraverso il gioco.

Silvia Colaiacomo

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