Dopo il successo sul Rende, il Bari resta a dieci punti dalla Reggina capolista, ma non perde altro terreno, trascinato da un Antenucci da record e un Simeri ritrovato. Imbattuto da dodici partite, Vivarini si gode una difesa solida e una riscoperta fiducia. Il primo posto sembra ancora lontano, ma i presupposti per non mollare ci sono tutti.

Il Bari non si ferma. Il 3-0 al Rende conferma il trend positivo dei biancorossi, soprattutto lontano dal San Nicola: il successo sui calabresi è il terzo consecutivo in trasferta per i ragazzi di Vivarini. La Reggina è ancora distante, con Ternana, Potenza e Monopoli che si sono confermate nell’ultima giornata come possibili inseguitrici della capolista. Ecco quattro motivi per poter ancora ambire al primo posto.

1) Un attacco da record

Antenucci come Barreto. O quasi. Questo dicono i numeri, con l’ex attaccante della Spal che non smette di fare gol: è sua la doppietta decisiva contro il Rende, insieme alla rete del suo compagno di reparto Simeri. Il bomber biancorosso è infatti distante solo tre rigori dal record di tiri dal dischetto realizzati in una stagione: Barreto nel 2009 arrivò a ben 9 reti dagli undici metri. Antenucci è inoltre vicino a superare un altro record, appartenente a Ciccio Caputo: l’attuale attaccante del Sassuolo è infatti il miglior marcatore del Bari negli ultimi dieci anni (17 gol nel 2012-13). Il numero 7 biancorosso, arrivato a 13 reti in campionato, è a un passo dal superare l’ex Empoli.

Un altro dato importante, è quello che riguarda l’intesa tra i due bomber dell’attacco barese. In un momento in cui sembra essere “tornata di moda” la coppia di attaccanti, il Bari offre nella sua categoria un ottimo esempio, con il 4-3-1-2 di Vivarini. Simeri e Antenucci, insieme 17 reti in questa stagione, sono al quarto posto nella speciale classifica dei tandem d’attacco più prolifici. Infatti, dopo gli straripanti Immobile-Correa della Lazio e Lukaku-Lautaro dell’Inter, ci sono Corazza e Bellomo, con 18 goal all’attivo nel Girone C di Lega Pro.

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Antenucci e Simeri, i due bomber del Bari di Vivarini (Credits: SSC Bari)

2) Un allenatore coraggioso

L’equilibrio, la solidità, la fiducia e la sicurezza che si vedono oggi nel Bari sono in gran parte merito dell’arrivo di Vincenzo Vivarini. Il mister biancorosso, una volta data continuità di risultati col 3-5-2, che garantiva comunque ottime prestazioni, ha deciso di osare con il passaggio ad un nuovo modulo, affrontando tutti i rischi del caso. L’assenza di un trequartista di ruolo, la scelta di abbassare Costa e l’azzardo di un regista a rotazione tra i centrocampista a disposizione sono i grandi problemi biancorossi. Ma c’è una continuità di risultati importante.

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Vincenzo Vivarini, allenatore del Bari (Credits: La Bari Calcio)

Dodici sono infatti i risultati utili consecutivi da quando è arrivato l’ex mister dell’Ascoli. Manca ancora il passo decisivo, ma con la continuità di risultati e di gioco, e con qualche rinforzo a gennaio, tutto può cambiare:

Partita pulita e precisa, non abbiamo concesso nulla, ma cerchiamo un ulteriore step di crescita. È importante pensare al nostro campionato, far crescere la squadra, è il nostro primo obiettivo. Lo sappiamo, a Bari bisogna vincere; ora è importante centrare una serie di vittorie.

3) Una difesa fortino (a metà)

Dodici reti subite in 17 partite non sembra una buona media, ma se si valutano le prestazioni difensive a partire dal cambio tecnico, la prospettiva cambia, soprattutto in trasferta. Solo due infatti le reti subite lontano dal San Nicola, entrambe al Partenio contro l’Avellino di Capuano. Il duo Perrotta-Di Cesare sembra convincere tifosi, allenatore e addetti ai lavori, col capitano biancorosso vicino a un ottimo traguardo. La prossima partita segnerà la quattrocentesima presenza da professionista del difensore biancorosso, che raggiunge a quota 103 Ceppitelli, oggi in forza al Cagliari.

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Valerio Di Cesare, capitano del Bari (Credits: SSC Bari)

Interessante è anche la possibilità di variare i quattro di difesa: lo stesso Perrotta si è detto disponibile a ricoprire il ruolo di terzino. Resta l’incognita Costa, non più votato a un ruolo di tutta fascia come nel 3-5-2, ma con compiti maggiormente difensivi.

4) Una società solida

Nonostante le polemiche in area partenopea, il lavoro dei De Laurentiis a Bari merita grandi elogi. Dopo un mercato stratosferico, con gli arrivi di Costa e Antenucci e grandi ritorni, la volontà di investire nella causa biancorossa sembra essere una priorità. Questa può sembrare una garanzia anche per il futuro, e per evitare quel blocco che negli anni passati ha impedito al Bari di fare quel salto di qualità decisivo. Società solida, progetto chiaro e investimenti importanti: tre presupposti non da poco.

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