Cultura

Bataclan, storia delle parole che non sono mai state dette

Benvenuti nell’universo narrativo di StoryLine. In occasione del loro quinto anniversario abbiamo deciso di dedicare il racconto di oggi ai drammatici attacchi di Parigi del 13 novembre 2015. In particolare ci siamo concentrati sui tragici eventi accaduti al Bataclan. Ci siamo ispirati romanzandola alla vicenda di Valeria Solesin che è morta nel tristemente famoso locale parigino la sera degli attacchi.

Bataclan, l’inizio

Da qualche minuto era come se la sua vita si fosse fermata non sapendo se continuare a scorrere o fermarsi per sempre. Eppure Carlo sapeva che al Bataclan qualcosa sarebbe inevitabilmente dovuto accadere, qualcosa che lo rendeva incapace di scegliere ma pochi minuti prima taglienti raffiche di Ak 47 avevano capovolto tutto. I suo dubbi era stati coperti dal rosso del sangue, dalle urla delle persone terrorizzate e da strane parole arabe che non riusciva a comprendere. Nonostante il terrore lo tenesse attaccato al pavimento, Carlo riuscì a voltarsi e a guardare la sua Giulia distesa al suo fianco. Poteva di nuovo guardarla con la stessa intensità di un tempo. Sentiva di nuovo quella tenerezza che negli ultimi giorni sembrava persa. Poteva stringere Giulia in un abbraccio che avrebbe potuto essere anche l’ultimo.

Non parlare”, le disse Carlo in un orecchio, andrà tutto bene”. Proprio le parole che le diceva sempre nei loro momenti di difficoltà come quando si erano dovuti momentaneamente separare per il trasferimento di Giulia in Francia. “Andrà tutto bene”, un abbraccio, un bacio e una carezza era il modo per esorcizzare i problemi, era il loro modo per dirsi che sarebbero stati per sempre uniti. Un legame che era sembrato scricchiolare fortemente dopo quello che era successo un mese, dopo che Lisa era entrata nelle loro vite. Ed era sempre lì mentre il telefonino di Carlo continuava vibrare con il suo nome sul display. Carlo lo guardò accanto a se mente sullo schermo ricompariva il display della fotocamera acceso per assistere al concerto rock a cui Giulia lo aveva trascinato . Quel concerto a cui Carlo aveva deciso inizialmente di andare per dopo le sue insistenze.

Abbiamo dedicato il racconto di oggi al terribili attacchi di Parigi e alla tragedia del Bataclan
Pensando a Giulia mentre stringeva Lisa, immagine realizzata dal pittore Sergio Totaro

La storia spezzata

Perdonami”, gli sussurrò Giulia debolmente in un orecchio mentre cercava di farla star zitta trattenendo la paura per il sangue le aveva notato sulla schiena. “Perdonami” sentì di nuovo Carlo nella sua mente ricordandosi quel momento in cui lo disse pensando a Giulia. Quel momento in cui stringeva Lisa che dormiva al suo fianco. Eppure l’aveva tradito, era stato lui che aveva deciso di cedere alle attenzioni di un’affascinante giovanissima commessa del negozio di una catena di elettrodomestici di cui era supervisore. Era cominciato tutto come un gioco, qualche battuta, qualche complimento poi un’uscita fuori magari solo per riassaporare quella libertà sacrificata dietro al desiderio di una famiglia. Un momento fuori dagli schemi per credere di essere ancora un giovane cantante di una band scalmanata con il sogno di andare a Sanremo e non l’uomo che l’amore lo aveva fatto diventare.

Vibrava il telefono con la scritta Lisa che ancora lo aspettava. Probabilmente era spaventata perchè all’esterno del Bataclan ormai probabilmente tutti sapevano che la sua vita e quella di altre persone vicine a quel palco era appesa ad un dito poggiato sul grilletto. Carlo tuttavia non si mosse tenendo stretta Giulia. In quello stesso istante gli spietati assalitori del Batclan spezzavano le vite di chiunque si muovesse ancora sul pavimento. Carlo pregava mentre a fatica si teneva fermo con la testa che cercava di evadere riempiendosi di pensieri. Improvvisamente si rivedeva qualche anno prima mentre cantava ad un concerto in un piccolo locale della sua cittadina. “T’incontrerò e smetterò di cantare perchè l’unica musica importante è quella del nostro amore”, cantava Carlo strimpellando una chitarra quando Giulia gli si avvicinò cambiando per sempre la sua vita.

Ti rendi conto di quanto è importante una persona, immagine realizzata dal pittore Sergio Totaro

Perderti per sempre

La storia con Giulia era per Carlo qualcosa d’importante. Qualcosa che gli aveva insegnato a crescere e a prendersi le sue responsabilità ora che nella sua vita c’era un’altra persona con cui camminare. Qualcosa rovinato da un’improvvisa fuga dalla maturità che aveva reso folle ed improvvisa una noiosa routine quotidiana da cui scappare. Carlo ci stava pensando lungamente di andar via e correre con Lisa inseguendo il sogno di un avventurosa vita da cantanti di strada. Giulia invece aveva cercato a tutti costi di salvare quella storia che sembrava spezzata e forse cercava ancora adesso di strappargli una promessa. Un nuovo atto d’amore che Carlo leggeva nei suo occhi mentre faticosamente Giulia cercava di tenerli aperti. Perfino quel concerto era stato un estremo tentativo di ritrovarsi dietro un falso appuntamento con un dirigente di azienda che avrebbe garantito a Carlo un posto migliore.

Carlo aveva accettato per chiudere con il passato ed iniziare un nuovo capitolo con il futuro. Aveva pensato inizialmente dire addio a Giulia fuori dal teatro e di correre da Lisa che più volte gli aveva chiesto di scegliere. Poi urla di odio, una pioggia di proiettili e le parole di Giulia prima di cadere a a terra avevano cambiato tutto. Non sapeva cosa scegliere tra una vita stabile ed una vita alla giornata decisa da i capricci di una ragazzina focosa. Ci pensava ancora Carlo correndo via dopo l’irruzione della polizia. Inizialmente passò da un poliziotto all’altro dicendo: “Ho perso la mia ragazza la dentro, per favore cercatela”. Poi contando i minuti che passavano si accasciò vicino alle porte di un’ambulanza mentre le lacrime gli riempivano gli occhi rivelandogli un’amara verità. Aveva scelto ma era troppo tardi perchè ti rendi conto di quanto è importante una persona solo dopo averla persa per sempre.

Stefano Delle Cave

Stefano Delle Cave è scrittore, giornalista pubblicista e regista. Laureato magistrale in D.A.M.S. all’Università di Roma Tre. Gli articoli redatti da Stefano giornalista hanno per tema il cinema, la cultura e la società civile in genere.
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