MovieNerd

CoffeeNSupes: “Batman” di Tim Burton

Benvenute e benvenuti su CoffeeNSupes, la rubrica sui supereroi da leggere in pausa caffè!

Tazzina alla mano, vi accompagnerò in un viaggio nel tempo e nello spazio alla scoperta dei film sui supereroi più e meno conosciuti fino a spingerci nelle profondità della psicologia, filosofia e sociologia nascosta tra le righe degli affascinanti eroi e villain moderni.

In questo appuntamento analizzeremo la figura di Batman e dell’omonimo film del 1989 diretto da Tim Burton. Ma prima, rewind: nelle puntate precedenti abbiamo visto lo sviluppo della figura dell’eroe dall’antica Grecia ai giorni nostri e approfondito i simbolismi della prima pellicola dedicata a Superman. Ora, zuccherate il vostro caffè e allacciate i mantelli…

Nerds, assemble!

Batman (Michael Keaton) nell'omonimo film del 1989 diretto da Tim Burton - Photo Credits: web
Batman (Michael Keaton) nell’omonimo film del 1989 diretto da Tim Burton – Photo Credits: web

Batman: il film

Undici anni dopo il Superman di Richard Donner uscì al cinema Batman di Tim Burton. I due film sono una tappa fondamentale nella storia del cinema dei supereroi e quest’ultimo apre definitivamente le porte al filone che oggi ha portato la saga degli Avengers sui nostri schermi. Prima di lui come rappresentazione dell’Uomo Pipistrello esisteva solo la serie televisiva con protagonista Adam West, che aveva fissato nell’immaginario di registi e sceneggiatori un Batman comico e un po’ trash, ben lontano dall’originale. Quando il produttore Benjamin Melniker comprò i diritti della DC sul supereroe affrontò diversi rifiuti da parte di registi e sceneggiatori prima di incontrare un Tim Burton ben felice di accontentarlo e riportare alla luce l’oscurità del personaggio, così come era stato creato dai fumettisti Bob Kane e Bill Finger.

La scommessa divenne una vittoria. Tim Burton ci ha regalato un Batman figlio degli anni ottanta che si getta nella moderna e cupa serietà di Gotham City, ma che strizza l’occhio alla comicità del telefilm suo predecessore. Batman (Michael Keaton) viene presentato in medias res, infatti il film non è una origin story, e Bruce Wayne è già l’eroe mascherato da pipistrello che combatte il crimine nell’ombra. Qui dovrà scontrarsi con il mafioso Jack Napier (Jack Nicholson), che in seguito ad una lotta con Batman cade in una vasca di acido uscendone come Joker. Potremmo dire che più che un film sull’eroe è una pellicola sulla nascita della sua nemesi e della loro faida.

Jack Nicholson interpreta Joker - Photo Credits: web
Jack Nicholson interpreta Joker – Photo Credits: web

Il giullare e il pipistrello

In realtà la faida tra i due era iniziata quando Batman era ancora solo Bruce Wayne e Joker un semplice Jack Napier. L’avvenimento che più ha segnato il piccolo Bruce è stata la morte dei suoi genitori proprio per mano del mafioso. Anni dopo i due si ritrovano faccia a faccia per le casualità della vita, nei panni dei loro alter-ego mascherati che però rappresentano la loro anima e la loro forma più forte. Joker è il villain più complesso che Batman affronta nella sua carriera di supereroe, non solo perché i due sono legati indissolubilmente da vendetta/giustizia nei confronti dell’altro, ma perché partono dagli stessi presupposti ed incarnano la conclusione delle opposte modalità di sviluppo.

Se Joker è caos e follia, Batman è ordine e controllo, ma entrambi fanno della vendetta il proprio motore e dell’anarchia la propria arma. L’anarchia di Joker è votata alla confusione, quella di Batman è incentrata sulla giustizia privata. Entrambi, in contesti opposti a quelli del loro sviluppo, sarebbero potuti diventare l’altro. L’Uomo Pipistrello è il primo supereroe con problemi reali, ed il suo antagonista per eccellenza lo mette a nudo mostrandogli la vulnerabilità e l’oscurità nascoste sotto la sua maschera, così come il sottile confine tra giustiziere e vendicatore sul quale Batman cammina.

Jack Nicholson e Michael Keaton in una scena del film - Photo Credits: web
Jack Nicholson e Michael Keaton in una scena del film – Photo Credits: web

Gotham City: il buio del crimine

L’ambientazione del film è particolarmente riuscita. Lo scenografo Anton Furst ha creato una città fredda e metallica, esaltata dalla fotografia di Roger Pratt che ne valorizza l’atmosfera gotica ed il contrasto tra luce ed ombra. Tim Burton non poteva che sottolineare il simbolismo tra città e storia, l’oscurità del pessimismo e quella divergenza che si rispecchia nei due protagonisti: eroe e villain. Claustrofobica di notte, Gotham City è il vaso di Pandora della criminalità che affligge gli uomini, irriconoscibile durante il giorno. Se i raggi del sole illuminano le strade riportando speranza, il cielo lunare rivela il vero volto della città, dove i poliziotti corrotti collaborano con folli criminali. È maledetta, solitaria, noir, vulnerabile e spaventosa. Come il suo eroe mascherato. Gotham City è l’anima di Batman e Batman è l’anima della città.

Michael Keaton in una scena del film - Photo Credits: web
Michael Keaton in una scena del film – Photo Credits: web

Vi aspetto giovedì prossimo 27 agosto alle 10:30 per continuare l’analisi della figura di Batman con la pellicola del 1992 “Batman: Il Ritorno”.

Per entrare a far parte della squadra degli Unicorni Nerd di Metropolitan Magazine lascia un pollice sulla nostra pagina Facebook e sul nostro canale Instagram!

Back to top button