“Da piccola mi dicevano che non si può tirare di scherma senza braccia e che avrei dovuto cambiare sport, ma ho dimostrato a tutti che le braccia non servono: se hai un sogno, vai e prenditelo” aveva dichiarato Bebe Vio, veneta di Mogliano Veneto, nella conferenza stampa di apertura delle Paralimpiadi. Ora lei, che è stata la prima a gareggiare con protesi a tutti e quattro gli arti, a 24 anni ha già vinto tutto: oro olimpico, mondiali ed europei.
Bebe Vio è ancora d’oro. Al termine di una giornata straordinaria e di una finale dominata – anche sul 7-4 ha dovuto sostituire la protesi del braccio sinistro – la portabandiera azzurra ha battuto 15-9 la cinese Zhou Jingjing, sconfitta 5 anni fa in finale a Rio 2016. Bebe è stata intoccabile: sei successi su sei nei gironi, poi gli assalti senza storia nei quarti e in semifinale (15-4 sulla Vasileva). Infine, nell’appuntamento con la storia, una finale tutta condotta in vantaggio.
La storia di Beve Vio
Era il 2008 quando Bebe Vio accusa per giorni forti cefalee e febbre e per questo viene ricoverata; degente presso la terapia intensiva pediatrica dell’ospedale di Padova con diagnosi di meningite fulminante da meningococco di gruppo C, le sue condizioni si aggravano.
Questa forma di meningite è particolarmente aggressiva e rapida, tanto che Bebe combatte per la propria vita per giorni. Essendo vittima di necrosi ed infezioni diffuse, i medici decidono dapprima di amputarle le gambe (sotto le ginocchia) e successivamente si rese necessaria anche l’amputazione degli avambracci.
Un percorso lungo e complicato che vede Bebe combattere in ospedale per più di sei mesi, tra chirurgia plastica e rianimazione; questa malattia lascia sul suo corpo evidenti tracce, sono molte infatti le cicatrici che ricoprono il corpo della giovane Vio.
L’anno successivo la mamma ed il papà di Bebe decidono di fondare una ONLUS, la Art4sport, che fornisce ai bambini protesi di arto, per permettere loro di integrarsi nella società tramite l’attività sportiva; Bebe sarà la prima atleta ad inaugurare il progetto.
“Il suo sogno, il nostro sogno – dice suo padre – è quello di riuscire un giorno a gareggiare in piedi. E’ difficile, ma se è arrivata fino qui non è giusto metterle dei limiti.Ha solo bisogno di traguardi”.
L’esordio ufficiale di Bebe come schermidrice paralimpica arriva a Bologna nel maggio 2010 e solo un anno dopo diventa campionessa italiana Under-20 confermando il risultato nei due anni successivi diventando Campionessa Italiana Assoluta.
Nel giugno 2014 agli Europei di Strasburgo si aggiudica l’oro nel fioretto categoria B sia individuale che a squadre e nel settembre dello stesso anno, vince un altro oro ai mondiali di Varsavia Under 17.
Quello stesso anno a conferma dei suoi sforzi e successi le viene consegnato il premio come Italian Paralympic Award dal Comitato Italiano Paralimpico.
Nel 2015 Bebe conquista la medaglia d’oro ai Mondiali di Eger nel fioretto individuale, e nel 2016 conquista il titolo europeo agli Europei di Casale Monferrato.
I risultati più incredibili arrivano proprio quell’anno quando ai XV Giochi Paralimpici di Rio de Janeiro vince la medaglia d’oro della prova individuale contro la cinese Zhou Jingjing per 15-7.
Il 16 settembre 2016 conquista la medaglia di bronzo nella prova a squadre, assieme alle compagne Loredana Trigilia e Andreea Mogos, al termine della finalina vinta per 45-44 contro Hong Kong.





