Cinema

“Beetlejuice – Spiritello porcello”: la macabra commedia di Tim Burton stasera in onda su canale 27

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Beetlejuice – Spiritello porcello” (1988) è il secondo lungometraggio di Tim Burton, una commedia sulla morte e le problematiche dell’essere un fantasma. È un film bizzarro, che bilancia perfettamente macabro e commedia. Fu accolto molto positivamente dalla critica e agli Oscar dell’ ’89 vinse per il miglior trucco. È sicuramente una delle “commedie horror” cult adatte a tutta la famiglia.

Beetlejuice, Beetlejuice, Beetlejuice: il bio-esorcista dei viventi

I coniugi Maitland si stanno preparando per passare una tranquilla estate nella casa da ristrutturare. Sfortunatamente muoiono in un incidente in macchina e i loro spiriti rimangono bloccati nella loro casa, ormai abbandonata. Si trasferisce così da New York la famiglia Deetz, che inizia a stravolgere la quotidianità e la pace dei Maitland. Questi ultimi tentano invano di allontanare i viventi e così per disperazione arrivano a chiedere aiuto a Beetlejuice, un fantasma pratico nell’allontanare gli umani con modi non convenzionali.

Tim Burton è un cineasta gotico e creativo, capace di creare sempre mondi “sottosopra”. In “Beetlejuice” sono i fantasmi ad ingaggiare un “bio-esorcista” per scacciare i vivi e poter passare l’eternità in pace. Lo stesso slogan di Beetlejuice è “Problemi con i vivi? Stanchi di vedere la vostra casa invasa? Volete liberarvi di quelle odiose creature per sempre?  Venite da me, gente morta!”. L’ironia ed il cinismo del film risiede tutto nel nome del personaggio, beetle-scarafaggio, e lui stesso considera i viventi come parassiti, insetti da eliminare.

Al di là della comicità gotica, il film è apripista di lunghe collaborazioni, di una proficua carriera e soprattutto inizia a delineare “l’universo burtoniano”. Lo stile di Burton è quello di caratterizzare i suoi personaggi e l’ambiente in cui interagiscono. Le tematiche affrontate nel film si ritroveranno in quasi tutta la filmografia del regista: il contrasto tra mondo dei vivi e dei morti; i mille paradossi tra comico e dramma, horror e grottesco, reale e surreale; ma soprattutto la tematica della diversità, dell’imparare ad accettare l’altro e a conviverci in maniera serena. Se siete curiosi e interessati a vivere un’esperienza paranormale provate anche voi ad evocare Beetlejuice.

“Dite il mio nome, ditelo due volte e alla terza io arriverò.”

Sara Cerullo

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