Belen è stata denunciata all’autorità giudiziaria per omissione di soccorso e la sua patente di guida è stata ritirata dalla Polizia Locale di Milano. I fatti contestati risalgono al 23 maggio, giorno in cui la conduttrice era alla guida di un Suv Land Rover Defender rimasto coinvolto in due incidenti nel centro cittadino, poche ore prima del malore che ne aveva reso necessario il ricovero in ospedale.
Il primo episodio si era verificato in via Melzi d’Eril, dove il Suv aveva urtato lo specchietto di un’auto in sosta senza fermarsi. Il secondo, in via San Marco, aveva coinvolto uno scooter e due mezzi parcheggiati, provocando lesioni lievi a tre persone. Nelle ore successive Belen Rodriguez era stata ricoverata in ospedale per un malore. Le indagini della Polizia Locale, condotte in parallelo, hanno portato nelle scorse settimane alla ricostruzione completa della dinamica dei due sinistri e alla trasmissione degli atti alla Procura.
Trattandosi di un incidente stradale con feriti in cui il conducente non si è fermato a prestare assistenza, gli agenti della Polizia Locale hanno avuto l’obbligo di procedere d’ufficio. In termini giuridici significa che la macchina penale si attiva automaticamente per legge (in base all’articolo 189 del Codice della Strada), indipendentemente dal fatto che le vittime abbiano o meno sporto una querela di parte. La patente è stata materialmente ritirata dagli agenti e inviata alla Prefettura, che ora dovrà decretare i mesi di sospensione applicabili.
La denuncia a Belen, il fascicolo in Procura e la patente ritirata
Gli agenti della polizia locale avrebbero proceduto d’ufficio: l’articolo 189 del Codice della Strada prevede che, in caso di incidente con feriti in cui il conducente non si ferma a prestare soccorso, la macchina penale scatti automaticamente per legge, indipendentemente dal fatto che le vittime abbiano sporto querela. Il fascicolo con la notizia di reato è stato trasmesso alla Procura della Repubblica, secondo quanto riporta Fanpage, e la patente è stata materialmente ritirata e inviata alla Prefettura, che dovrà stabilire i mesi di sospensione applicabili.
Ma la denuncia non significa necessariamente che ci sarà un processo: sarà la Procura, al termine delle indagini preliminari, a decidere se esercitare l’azione penale o procedere con una richiesta di archiviazione.





