Sono molte le organizzazioni che stanno ribadendo il medesimo concetto: la responsabilità della sicurezza dei minori deve ricadere sulle aziende di IA, non sui genitori. Oltre 100 realtà, tra cui Amnesty International e Save the Children, chiedono congiuntamente di rendere l’intelligenza artificiale uno strumento sicuro per i bambini alla vigilia del vertice NATO.
Agire quando il danno è fatto non è sufficiente: i bambini vanno tutelati dall’IA
Agire o intervenire quando il danno ormai si è concretizzato non è sufficiente per tutelare i minori. Per questo motivo la coalizione, guidata dall’organizzazione per i diritti dei minori 5Rights Foundation, ritiene che le attuali normative non bastino. Inoltre, ribadiscono che l’IA sta già danneggiando significativamente i bambini. L’allarme, tuttavia, non avviene in un contesto relativamente tranquillo o privo di problemi, anzi. È sempre più frequente scoprire dell’aumento delle cause contro le aziende basate sull’intelligenza artificiale. Tra queste, ad esempio, figurano Character Technologies e OpenAI.
Queste due realtà, come molte altre, vengono ritenute responsabili di produrre effetti sui minori, soprattutto attraverso i chatbot “companion”. In più occasioni sono emerse dimostrazioni pratiche di quanto possa essere pericolo interfacciarsi con una tecnologia studiata per simulare in modo sempre più realistico le emozioni, così come le relazioni umane. Ancor più grave quando sono i bambini a interfacciarsi con questi strumenti. Inoltre, le aziende commercializzano questi chatbot come sicuri anche per le categorie potenzialmente a rischio, senza alcuna avvertenza adeguata.
Questa, difatti, rappresenta la base su cui le organizzazioni stanno facendo leva. Quindi, in vista del primo Global Dialogue on AI Governance delle Nazioni Unite, il gruppo chiede che i governi intervengano sui modelli di business poiché alimentano il problema. La richiesta, inoltre, è chiara: agire in via precuazionale. Il gruppo non chiede in alcun modo di bloccare l’innovazione dell’intelligenza artificiale. Questo, però, non significa che si debba riparare ai danni solo quando si sono già concretizzati.
Quali sono le misure avanzate dal gruppo?
Il gruppo avanza dieci misure, chiedendo ai governi di adottarle per agire in via preventiva:
– Obbligare le aziende a dimostrare che i modelli di IA siano sicuri per i bambini prima che questi vengano diffusi.
-Sanzioni economiche per tutte le società che violano i diritti dei minori.
-Vietare le funzionalità di design che giocano sulla vulnerabilità dei minori.
-Impedire che immagini, voci e dati biometrici dei bambini vengano utilizzati a scopo commerciale.
Le organizzazioni, in aggiunta, non chiedono l’introduzione di nuove leggi, bensì l’applicazione degli impegni che i governi hanno già assunto. «Finché le aziende saranno premiate per la rapidità, il livello di coinvolgimento e la raccolta di dati, e non per la sicurezza, continueremo a curare i sintomi mentre la malattia diventa endemica», ha dichiarato Barrington-Leach, direttrice esecutiva di 5Rights.
Stefania Cirillo





