Musica

Believe, il successo di Cher tra “Pop Dance” ed Auto-Tune

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Cher - Web
Cher – Web

Sono passati già vent’anni da quando la femme fatale della musica Pop propose al grande pubblico la sua “Believe”. Il brano che sconvolse le classifiche di mezzo mondo nel 1998 e vi rimase in vetta per diverse settimane, aveva una formula semplice: un riff di chitarra metallica e un ritornello da cantare a squarciagola grazie all’utilizzo pioneristico dell’Auto-Tune.

Storia e curiosità

Il singolo raggiunse la prima posizione nelle classifiche di 23 paesi e vinse un Grammy Awards nella categoria Best Dance Song. Cher divenne la donna più anziana ad aver raggiunto la prima posizione della classifica ed entra nel primato per aver avuto almeno una canzone nelle top ten mondiali in quattro decadi differenti. A cavallo tra il 1999 e il 2000 viene proclamata “Cantante Femminile dell’Anno” ai Billboard Music Award.

“Believe” diventa disco d’oro in Nuova Zelanda, triplo disco di platino in Australia e Belgio, quadruplo in Belgio, quintuplo in Italia. Negli Stati Uniti vende più di 1,8 milioni di copie collezionando 9 dischi di platino, in Francia più di 750mila copie arrivando a 12 dischi di diamante mentre in Germania i dischi di diamante sono stati 13 con più di 1,25 milioni di dischi venduti. 

L’album, omonimo, che contiene il singolo vende 36 milioni di copie in tutto il mondo e diventa la raccolta di maggior successo della cantante. 

La nascita di un nuovo stile musicale

Stava prendendo forma una nuova tendenza musicale e la cantante, a sua insaputa, ne era fautrice principale: quella “pop dance” che poi si affermerà negli anni a venire con le produzioni di molti altri artisti.

La critica non accolse bene il singolo nonostante Cher avesse dedicato il disco all’ex marito Sonny Bono morto accidentalmente in un incidente sciistico. Per fortuna della cantante e degli autori del brano le vendite andarono nella direzione contraria. Un successo tanto incredibile quanto inaspettato, stando a quanto dichiarato da uno degli autori del brano, il commesso Brian Higgins che si è sempre detto allibito dai numeri raggiunti.

Il successo del singolo fece la fortuna soprattutto dell’ingegner Andy Hildebrand, inventore dell’algoritmo alla base del software Auto-Tune dapprima diffamato ma poi divenuto negli anni un must tra cantanti e produttori. Utilizzato, tra gli altri, da artisti quali Daft Punk, T-Pain, Kanye West, Future.

In Italia viene utilizzata come colonna sonora di uno spot di successo dell’azienda telefonica Omnitel, con protagonista Megan Gale e ha un particolare riscontro commerciale, risultando il secondo singolo più venduto del 1999.

Spot Omnitel – Video dell’epoca

Believe: icona LGBT

Parte del continuo successo di “Believe” si deve inoltre al forte seguito LGBT di Cher, da sempre ritenuta artista iconica dall’intera comunità. Nel testo “forza, potere e speranza. Il fatto che non sia sempre facile essere chi sei”.

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