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Benevento, ecco perché il suo simbolo è una strega

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Si dice addirittura che debba la sua fondazione all’eroe greco Diomede, che sbarcò in Italia dopo la distruzione di Troia, portando con sé le zanne del mitico Cinghiale Calidonio in dono. Ma la città di Benevento, oltre ad essere legata ad alcune illustri leggende, è avvolta anche da un inquietante alone di mistero. Tra i suoi simboli (uno è, per l’appunto, il cinghiale stolato), spicca infatti l’immagine di una strega volante. Lo stesso che è anche possibile notare nello stemma della sua squadra di calcio. Ma perché proprio una strega?

La strega, simbolo di Benevento

Tutto ha origine sulle sponde del fiume Sabato, dove sorge il famoso “Noce di Benevento”, un antico e sempreverde albero di noce, che in passato era stato consacrato al dio germanico Odino. Si racconta che, durante il periodo del solstizio d’inverno, intorno al suo tronco si riunissero misteriose figure femminili per celebrare demoniaci riti pagani. Si trattava, secondo il folklore meridionale, delle cosiddette Janare, una particolare categoria di streghe, il cui nome dovrebbe derivare da Dianara, sacerdotessa di Diana.

Diana era la dea romana della Luna, protettrice della caccia e della vegetazione. Le Janare erano le sue proseliti. Il loro intento principale, tra gli altri, era quello di propiziare i raccolti attraverso strani rituali, come quello di ungersi alcune parti del corpo, intonando una magica cantilena: “Unguento, unguento portami al Noce di Benevento, supra acqua et supra vento et supre ad omne maltempo”.

La prima testimonianza riguardo alla presenza di streghe nel beneventano risale al 1428. In quell’anno fu infatti condannata a morte dall‘inquisizione ecclesiastica una certa Matteuccia da Todi. Una sedicente fattucchiera, alla quale, al tempo, si rivolsero moltissime persone della comunità, anche di ceto elevato, per guarire mali incurabili o, addirittura, praticare l’aborto.

Una storia piuttosto angosciante, pur sempre oscillando tra verità e fantasia, ma che ha comunque reso Benevento la “Città delle Streghe” italiana per eccellenza. Ed è per questa ragione che oggi anche alla formazione giallorossa, quando plana sul prato del Vigorito per affrontare i propri avversari, è rimasto appiccicato quel singolare appellativo. “Le Streghe”.

TARTAGLIONE MARCO

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