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Biennio rosso: l’assalto al quotidiano socialista ”Avanti!”

Biennio rosso italiano: una locuzione con cui è indicato il periodo storico che va dal 1919 al 1920. Ricordando le lotte che lo caratterizzarono e il celebre assalto al quotidiano socialista. Non solo: avvenimenti e ricorrenze accadute nella giornata del 15 aprile.

Biennio rosso e l’assalto alle sede del quotidiano

Milano, 15 aprile 1919. Nel clima caratterizzante il biennio rosso, fatto di lotte operaie e contadine che ebbero la loro fine con l’occupazione delle fabbriche nel settembre 1920, si incastra l’avvenimento violento dell’assalto al quotidiano socialista Avanti!; l’azione rappresentò la fase culminante di uno scontro fra socialisti, anarchici e nazionalisti, esponenti dei Fasci italiani di combattimento.

Biennio rosso e l'assalto dell' Avanti!, storico quotidiano socialista - Photo Credits: pinterest
Biennio rosso e l’assalto dell’ Avanti!, storico quotidiano socialista – Photo Credits: pinterest

Attraverso l’azione politica dello squadrismo, un fenomeno politico vigente in quegli anni che prevedeva l’uso di squadre d’azione aventi lo scopo di reprimere gli avversari politici, i Fasci italiani di combattimento ottennero la loro visibilità a livello nazionale. Due giorni dopo l’assalto all’Avanti!, il 17 aprile 1919, l’edizione torinese del giornale titolava: “Il proletariato italiano insorge a difesa del suo vessillo che sventola sempre in alto“. L’articolo di fondo, sotto il titolo “Viva l’Avanti!”, riferendosi alla devastazione squadrista della sede di Milano, affermava:

“Sappiamo che la lotta è senza quartiere, abbiamo coscienza che in
questa lotta noi rappresentiamo, col nostro glorioso Avanti!, la bandiera
più fulgida di una delle parti; non possiamo levare alcuna voce di
meraviglia se questa bandiera è stata segnata come il bersaglio dei nemici,
se è stata colpita, se è stata atterrata per un momento. Ma l’Avanti! non
può essere spento, perché rappresenta il socialismo stesso. Non si stronca una idea, come si spezza con il martello la macchina che la distribuisce
alle centinaia di mille lavoratori nelle officine e nei campi. E poiché è viva
l’idea, si ricompone anche la macchina.”

Biennio rosso, dalla storia all’arte: l’impressionismo

E’ il 15 aprile 1874 al numero civico 35 di Boulevard des Capucines a Parigi; lo studio è quello del famoso fotografo Nadar. Da un angolo della sala escono fuori un gruppo di uomini, dicono di essere la “Societé Anonyme”. Il pubblico viene rapito dalle opere esposte: quattro disegni a pastello e cinque dipinti di Claude Monet, tra cui l’emblematico “Impressione: levar del sole”. Il dipinto diede il nome all’intero movimento, sovversivo e rivoluzionario. In totale espongono 163 pezzi. Fra i tanti nomi: Paul CezanneEdgar DegasGiuseppe De Nittis,, Camille PissarroPierre-Auguste Renoir.

Protesta di Piazza TianAnMen: ancora storia

La Protesta di Piazza TianAnMen, nota anche come la Primavera democratica cinese, iniziò il 15 aprile 1989 con le manifestazioni di studenti e operai. In Cina, l’intero avvenimento è ridotto ad un drammatico giorno: l’incidente del 4 giugno. Furono giornate di lotta che fecero conoscere all’estero la repressione del governo cinese in tema di diritti umani e libertà espressiva.

Biennio rosso: l'assalto al quotidiano socialista ''Avanti!''
Biennio rosso, dalla storia italiana a quella del Cina: primavera democratica cinese – Photo Credits: web

In Occidente sono considerate proteste di cruciale importanza, che infervorarono anche i ribelli europei e contribuirono alla dissoluzione dell’Unione sovietica. In Cina, sono considerate un vero e proprio tabù, tanto che il Partito Comunista Cinese ha occultato molti video e documenti riguardanti la protesta tramite l’utilizzo della censura. Un’altro avvenimento storico che colpì molto l’opinione pubblica fu il naufragio del Titanic, avvenuto la notte fra il 14 ed il 15 aprile 1912.

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Stella Grillo

Io sono ancora di quelli che credono, con Croce, che di un autore contano solo le opere. (Quando contano, naturalmente.) Perciò dati biografici non ne do, o li do falsi, o comunque cerco sempre di cambiarli da una volta all'altra. Mi chieda pure quello che vuol sapere e glielo dirò. Ma non le dirò mai la verità, di questo può star sicura. Italo Calvino
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