Cultura

“Big Day” di Elisabetta II, l’incoronazione della 39a regina del Regno Unito

Era il 2 giugno 1953 quando nell’abbazia di Westminster, location delle incoronazioni dal 1066, Elisabetta II, 39esima regina, saliva ufficialmente al trono del Regno Unito, dell’Irlanda del Nord e di tutti i reami del Commonwealth. L’incoronazione avvenne più di un anno dopo la sua ascesa al trono. Questo in rispetto della tradizione che richiede un periodo di lutto in ricordo del precedente monarca, in questo caso, suo padre Re Giorgio VI, morto il 6 febbraio 1952. Per perfezionare il “Big Day” di Elisabetta II ci vollero ben 16 mesi di preparativi, e l’intera cerimonia costò allora 4 milioni di dollari.

A decidere la data dell’incoronazione fu il primo ministro Winston Churchill che scelse il 2 giugno, un giorno prima del “Derby Day“, un’importante corsa di cavalli del Regno Unito. L’incoronazione della Regina Elisabetta trasmessa in diretta tv dalla BBC fu seguita da 27 milioni di persone in UK. Altri 20 milioni di persone ascoltarono l’intera funzione alla radio. Incaricato dalla regina Elisabetta II di realizzare l’abito per il suo “Big Day” e gli abiti di tutti i membri della famiglia reale, fu lo stilista e designer inglese Norman Hartnell. Lo stesso realizzò anche il suo abito da sposa.

L’abito per il “Big Day” di Elisabetta II

Nella foto la Regina Elisabetta II photo credit: larepubblica.it
Nella foto la Regina Elisabetta II photo credit: larepubblica.it

Scelto tra 9 modelli fu un abito bianco di seta, ricamato con gli stemmi floreali delle varie nazioni del Commonwealth di allora. I ricami compresero: la rosa Tudor d’Inghilterra, il cardo scozzese, il porro gallese, lo shamrock irlandese, l’acacia australiana, la foglia d’acero canadese. Oltre questi la felce neozelandese, la protea sudafricana, due fiori di loto per l’India e il Ceylon. Infine il grano, il cotone e la juta per il Pakistan. L’abito presentava anche il ricamo di un quadrifoglio, simbolo benaugurante, sul lato sinistro, dove la mano di Elisabetta si sarebbe posata durante la cerimonia.

L’abbazia di Westminster aprì alle 6 di mattina per accogliere i 8251 invitati alla cerimonia. L’invito più speciale in assoluto fu quello destinato al principe Carlo che all’epoca aveva solo 4 anni. Alle 10.15 iniziò la solenne processione dei membri della famiglia reale di fronte a quasi tre milioni di spettatori per le strade londinesi. Più di 200 furono i microfoni posizionati lungo il percorso e all’interno dell’abbazia. All’evento parteciparono più di 750 giornalisti che trasmisero in 39 lingue diverse.

La cerimonia di incoronazione e l’inizio di un lungo regno

Nella foto il saluto alla folla della Regina Elisabetta e del principe Filippo photo credit: ilgiornaledisalerno.it
Nella foto il saluto alla folla della Regina Elisabetta e del principe Filippo photo credit: ilgiornaledisalerno.it

La processione incluse capi di Stato e reali stranieri che raggiunsero l’abbazia di Westminster in varie carrozze. La prima carrozza reale lasciò Buckingham Palace e percorse il Mall, seguita dall’Irish State Coach con a bordo la Regina Madre. Elisabetta II seguì il tragitto dal palazzo reale attraverso Trafalgar Square a bordo del Gold State Coach, la carrozza dorata trainata da otto cavalli grigi. Sulle spalle indossò il “Robe of State“, un mantello di seta lungo 5,5 metri, che richiese l’assistenza delle sette damigelle d’onore.

La Regina prestato il giuramento, benedetta e consacrata dall’Arcivescovo di Canterbury, ricevette lo scettro, il globo e la corona di St Edward, del peso di circa 2 kg. Di seguito ricevette l’anello reale seguito dal grido “God Save the Queen“. Esattamente alle 11 e 34 minuti i cannoni della Torre di Londra spararono a salve per salutare la nuova regina. Dopo la cerimonia, la nuova Regina, insieme al marito Filippo, ai due primi figli ,Carlo e Anna, e alla famiglia reale si affacciò dal balcone di Buckingham Palace per salutare e ringraziare la folla. Iniziava così il lungo regno di Elisabetta II.

di Loretta Meloni

Immagine di copertina (Incoronazione Elisabetta II) photo credit: corrieredellasera.it

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