Come si evince dalla trascrizione della sua testimonianza, Bill Gates ha riferito ai membri del Congresso statunitense che il defunto Jeffrey Epstein avrebbe tentato di “ricattarlo” facendo leva sulle sue relazioni extraconiugali. Il fondatore di Microsoft ha testimoniato a porte chiuse davanti alla Commissione di vigilanza della Camera il 10 giugno, parlando della sua amicizia con il criminale, morto in carcere nel 2019 mentre attendeva il processo.
Le dichiarazioni di Bill Gates su Jeffrey Epstein: «Non mi ha mai ricattato, ma guardando queste email emerge una seria probabilità che abbia contemplato di farlo»
Stando alla trascrizione resa pubblica martedì dalla Commissione, l’imprenditore ha parlato di minacce «velate». Epstein avrebbe valutato l’idea di sfruttare le proprie informazioni riguardo alle sue relazioni extraconiugali per costringerlo a restare nella sua cerchia, proprio mentre stava cercando di prendere le distanze da lui. «Non sono stato ricattato, ma, sa, esaminando quelle e-mail, sembra proprio che le riflessioni del signor Epstein stessero andando in quella direzione», ha spiegato il magnate. «Non mi ha mai inviato nulla che definirei un ricatto», ha chiarito, rispondendo a ulteriori domande. Tuttavia, Gates aveva l’impressione che, attraverso bozze di e-mail, il finanziere stesse «in un certo senso provando come lui stesso, o qualcun altro da lui istruito, avrebbe potuto scegliere di ricattarmi. Nessuno di quei messaggi mi è mai stato però effettivamente inviato».
«Ho scoperto che Epstein era venuto a conoscenza di informazioni sensibili sulla mia vita privata, incluso il fatto che ero stato infedele nel mio matrimonio con Melinda French Gates», ha proseguito. «Queste cose non avevano nulla a che fare con le mie interazioni con lui, ma sono state dolorose per la mia famiglia». E ancora: «Non mi ha mai ricattato, ma guardando queste email emerge una seria probabilità che abbia contemplato di farlo». Ha poi ribadito di non essere mai stato a conoscenza dei comportamenti criminali di Epstein e di non aver «mai reso nessuno vittima di abusi».
Per la prima volta, inoltre il miliardario ha rivelato i nomi delle tre donne con cui ha avuto una relazione al di fuori del suo matrimonio con Melinda French Gates: Mila Antonova, giocatrice di bridge già citata in precedenti ricostruzioni giornalistiche, Karima Nigmatulina, scienziata nel settore nucleare, e Alice Jacobs Nesselrodt, medico conosciuto prima del 2010 durante una conferenza.
Un legame poco chiaro e l’ombra delle condanne per reati sessuali
A fine febbraio, Gates aveva dichiarato al Wall Street Journal che i suoi legami con Epstein erano stati un grave errore e aveva ammesso di aver avuto relazioni extraconiugali con due donne russe, negando però qualsiasi coinvolgimento nelle attività del finanziere. L’imprenditore sostiene che il suo rapporto con il consulente finanziario sia iniziato nel 2011, tre anni dopo che quest’ultimo si era dichiarato colpevole di reati legati alla prostituzione minorile.
Ha inoltre ammesso di essere stato al corrente dei problemi legali dell’amico: «Sapevo che si trattava di una condanna a sfondo sessuale, ma no, non credo di averne approfondito i dettagli, anche se probabilmente avrei dovuto farlo». La semplice menzione del nome di una persona nel dossier Epstein non implica, di per sé, alcuna condotta illecita. Tuttavia, i documenti rivelano quantomeno l’esistenza di legami tra il condannato per reati sessuali —o i suoi collaboratori— e alcune figure pubbliche che spesso hanno minimizzato o addirittura negato l’esistenza di tali rapporti.
Federica Checchia





