Blanco ha di nuovo sorpreso tutti, ma stavolta la musica non centra; il cantautore bresciano ha infatti annunciato di voler iscriversi a Scienze Umane, per terminare gli studi abbandonati ai tempi del primo contratto discografico. «Ho capito che è fondamentale crescere, arricchirsi», ha dichiarato in un’intervista. «Non tutto gira intorno a questa roba. Devi perdere il centro e poi ritrovarlo. Studiare diventa un modo per restare porosi al mondo. Devo studiare. Capire. Non standardizzarmi. Più avanti andremo, più finiremo per assomigliare a un modello unico. Le cose più piccole moriranno».

La scelta controcorrente di Blanco e l’importanza di investire su se stessi

La sua riflessione si estende anche al mondo che, negli ultimi anni, lo ha visto tra i protagonisti assoluti: «È la stessa cosa nella musica. I Beatles saranno il latino: l’inizio, la base, la struttura di tutto. È difficile distinguere i diamanti dai pezzi di vetro. Esce così tanta roba che forse potrei dirtelo tra dieci anni. È più difficile affezionarsi a quello che è attuale».

Dopo il successo improvviso e una serie di alti e bassi personali e professionali, dalla vittoria a Sanremo con Mahmood ai fiori calciati sullo stesso palco, Blanco, all’anagrafe Riccardo Fabbriconi, si è defilato per un po’. È tornato in veste di autore, scrivendo per altri artisti brani di grande successo (uno su tutti, La cura per me, portata all’Ariston lo scorso anno da Giorgia). Ora, però, vuole pensare a sé: «Quello di prima aveva senso di rivincita, voleva a tutti i costi dire “io esisto”. Ora è più: so che esisto, e voglio essere la versione migliore di me». Nonostante voci insistenti lo indicassero tra i favoriti della nuova edizione della kermesse, Blanco ha scelto di non partecipare. La motivazione è semplice: «Non credo che la sovraesposizione abbia senso. Quel dare-dare-dare rende identici».

Federica Checchia