Bleeding Edge, lanciato il 24 marzo, è un videogioco di combattimento online multiplayer. L’ennesimo, direte. L’ultimo cavallo di battaglia di Ninja Theory ha quel “non so che” in più? Giù le armi, Microsoft ci ha rilasciato un codice succosissimo a cui non si poteva rinunciare; arriva la nostra recensione!

Bleeding Edge recensione: l’identikit del multiplayer

Lo so, per chi ha la coscienza pregna di multiplayer, fps, tps e triccheballacche, approcciarsi ad un nuovo titolo diventa un’operazione estremamente pretenziosa. A difesa del mood da “spocchiosi in misura preventiva”, mi verrebbe da asserire che è alquanto automatico che accada. Ragioniamoci, se negli anni hai assaggiato una quantità infinita di torte di mele, le tue papille gustative non possono essere raggirate: sarai in grado di individuare quale tra questi dolci è stato preparato con le dosi più conformi ai tuoi gusti. Le ricette, per sommi capi, sono le stesse. A cambiare però è il finale, e l’uso corretto della cannella – in questo caso – potrebbe ribaltare il risultato.

Il punto è: Bleeding Edge ce l’ha o non ce l’ha il fattore cannella?

Prendendola larga, perché ci piace interpretare l’Alessandro Borghese della situation, sappiamo quanto sia tanto spontaneo quanto necessario fare parallelismi tra titoli videoludici della stessa pasta. Bleeding Edge, per la sua categoria, è facilmente associabile a quell’Overwatch di casa Blizzard che ha la stessa garanzia della Mulino Bianco e della Barilla per le famiglie. Un mostro che campa di rendita, anche ma non solo, con il quale i raffronti non sono propriamente una passeggiata tra una distesa d’erba e l’altra.

Ma, spogliandoci il più possibile di preconcetti e pregiudizi da adagiare in lavatrice per un programma di centrifuga, con gli elementi che abbiamo a disposizione possiamo esordire con un bel: si-può-fare.

Bleeding Edge è un tps che ha, dalla sua, una qualità obiettivamente apprezzabile: un gameplay piuttosto variegato ed entusiasmante. Gli eroi giocabili, 11 campioni eterogenei visivamente molto accattivanti, sono divisi in 3 categorie:

  • assalto – per i casinisti che vogliono menare di brutto;
  • supporto – per coloro i quali hanno un’instancabile spirito da crocerossina;
  • tank – per chi esibisce i lividi in battaglia come vezzo aggiuntivo e indolore.
Photo Credits: Tom’s Hardware

Tutti quanti dispongono di 3 abilità da utilizzare, ivi compresa una quarta attivabile a tempo. In più, si aggiungono alle opzioni la schivata, etimologia della frase “ce l’ho fatta per un pelo”, e la possibilità di usufruire di un hoverboard che salva la vita ai più pigri, per switchare da un punto all’altro della mappa.

Bleeding Edge: obiettivi e promesse

Qual è lo scopo del gioco, oltre a darsele di santa ragione perchè del doman non v’è certezza? Accaparrarsi le cosidette “zone di controllo” e accumulare compulsivamente celle energetiche, come se fossero gli ultimi cubetti di lievito sugli scaffali di un supermercato nostrano di questi tempi. Ah, sì, se passi a miglior vita vieni depredato del tuo bottino madido di sudore.

Ci si divide in team di 4 vs 4, una scelta che ti fa superare la misantropia eremitica latente quando tiri le cuoia per la quindicesima volta e comprendi la bellezza del gioco di squadra: la full immertion antropologica che ne deriva è oltremodo appagante.

Photo Credits: web

Il consiglio è uno solo: se ti piace giocare da solo e non ti alletta l’idea di crepare in un soffio, ripiega su Animal Crossing.

Giudizio finale

Le meccaniche di combattimento sono decisamente apprezzabili e fluide, idem le ambientazioni originali e visivamente godibili, accompagnate da colonne sonore elettroniche coerenti e orecchiabili. Un prodotto che, per gli amanti del genere, è un’iniezione adrenalinica di discreta portata. In più, l’apparenza che si tratti di un videogioco semplice da padroneggiare viene immediatamente smentita sin dai primi minuti. La strategia affinata con l’esperienza, anzi, potrebbe rivelarsi l’ultima ancora di salvezza.

Sì, ok, ma ce l’ha o no il fattore cannella?

Non è possibile sbilanciarsi e rispondere adeguatamente a questa benedetta domanda. Perché? Perché il prodotto è “incompleto”. A livello contenutistico Bleeding Edge è ancora in stato embrionale: il giocatore avverte l’assenza di mod aggiuntive, oggetti personalizzabili, mappe extra e nuovi eroi da aggiungere alla rosa di quelli disponibili. E, siccome la pazienza è la virtù dei forti, occorre aspettare di avere “più carne al fuoco” e abboffarsi come si deve, per riuscire a rilasciare un feedback dai contorni più delineati. Le premesse, intanto, ci hanno fatto accarezzare la pancia con proverbiale ottimismo.

Pro
+Gameplay fluido e divertente
+Visivamente accattivante
+Prezzo di lancio competitivo

Contro
-Contenutisticamente incompleto
-Scarsa identità
-Abilità difficili da bilanciare

Voto: 7

Seguici su Facebook e Instagram!

© RIPRODUZIONE RISERVATA