Sono 49 le persone arrestate nella maxi operazione denominata «Faust», a seguito delle indagini portate avanti dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria.
Le accuse sono molteplici e decisamente gravi: associazione di stampo mafioso, detenzione illegale di armi, scambio elettorale politico-mafioso fino all’usura e il tentato omicidio.
Le province coinvolte negli arresti
Gli arresti sono scattati nella prime ore di lunedì mattina in contemporanea nelle province di Reggio Calabria, Messina, Salerno, Matera, Brindisi ma anche nel nord Italia, ad Alessandria e Pavia. A testimonianza di quanto ormai le infiltrazioni mafiose nella politica siano un problema sempre più nazionale e meno legato a dinamiche regionali del passato.
Arrestato anche il sindaco di Rosarno
Il Gip del Tribunale di Reggio Calabria ha emesso anche un’ordinanza di custodia cautelare per Giuseppe Idà, il sindaco di Rosarno eletto tra le fila dell’Udc. Certamente non una buona notizia per il partito di centro che sta giocando in queste ore la partita che lo potrebbe portare all’appoggio a Conte tra le fila dei “responsabili”.
Oggi la conferenza stampa
Prevista nella mattinata di oggi la conferenza stampa presso il comando provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria in cui si capiranno meglio i dettagli dell’impianto accusatorio.
Saranno presenti i Procuratori della Repubblica Giovanni Bombardieri e Gaetano Calogero Paci.
L’accusa è di scambio elettorale con le cosche
L’accusa principale per il sindaco eletto nel 2016 con quasi il 58% dei voti è quella di scambio elettorale politico-mafioso.
In manette anche un consigliere comunale della lista civica “Cambiamo Rosarno” a lui molto vicino, Domenico Scriva.
L’inquietante quadro che emerge dalle indagini è che il sindaco avrebbe ricevuto l’appoggio elettorale della cosca «Pisano» di Rosarno in cambio di incarichi comunali per i suoi affiliati.
Una commistione tra ‘Ndrangheta e politica che, purtroppo, sembra essere sempre di più radicata in territori come questi, lasciati a se stessi da troppo tempo.
Valerio Altieri





