Il Decreto Rilancio non c’è: scaduti i 60 giorni del blocco dei licenziamenti

Un vero disastro quello che è avvenuto ieri. Il decreto rilancio tarda ad arrivare e da oggi i datori di lavoro, scaduti i 60 giorni del blocco dei licenziamenti individuali e collettivi previsti dal decreto Cura Italia, possono avviare tagli del personale.

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Giuseppe Conte: Photo Credit: CiaToscana

Il Decreto Cura italia e il blocco licenziamenti

Andiamo con ordine. Il 17 Marzo 2020 Conte ha detto “Non permetterò a nessun italiano di perdere il posto di lavoro per il Coronavirus” inserendo nel decreto Cura Italia il blocco dei licenziamenti individuali e collettivi per la durata di 60 giorni. Blocco che è terminato a mezzanotte del 17 Maggio.

Il Decreto Rilancio che doveva estendere questo blocco per altri tre mesi non è ancora arrivato. Il ritardo è dovuto al fatto che il complesso e “poderoso” Decreto è bloccato alla Ragioneria dello Stato. Tutto ciò ha creato un buco normativo nel quale i datori di lavoro potrebbero avviare i licenziamenti, la questione rimane ingarbugliata.

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Licenziamenti – Photo Credit: La legge pertutti

La retroattività in aiuto dei lavoratori

E’ molto probabile che il Decreto avrà potere retroattivo ponendo quindi la problematica sulla validità o meno dei licenziamenti avvenuti durante il buco normativo. Teoricamente la mancanza di una norma permetterebbe ai datori di lavoro di licenziare. La retroattività della norma però, legata al buon senso, potrebbe rendere eventuali licenziamenti impugnabili con annesse condanne.

Al momento bisogna attendere la pubblicazione del Decreto ed eventuali chiarimenti a riguardo per essere sicuro su quello che accadrà nei prossimi giorni e nei prossimi mesi.

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