Il CEO della Disney, Bob Iger, ha ammesso che il catalogo di film dell’azienda ha avuto difficoltà nel periodo post-pandemico, concentrandosi troppo sulla quantità e non abbastanza sulla qualità. Il Marvel Cinematic Universe, in particolare, non ha recuperato il suo splendore dopo “Avengers: Endgame” del 2019. Ci sono stati successi dopo il COVID, come “Deadpool & Wolverine”, “Spider-Man: No Way Home” e “Doctor Strange nel Multiverso della Follia”. Ma anche tanti scivoloni come Ant-Man and the Wasp: Quantumania”, “The Marvels” e “Captain America: Brave New World”. Tuttavia, Iger vede “Thunderbolts*”, come il “primo e migliore esempio” della nuova priorità dello studio: realizzare film migliori, anche se ciò significa che ne usciranno di meno.

Sappiamo tutti che, nel nostro zelo di inondare la nostra piattaforma di streaming con più contenuti, ci siamo rivolti a tutti i nostri motori creativi, inclusa la Marvel, e abbiamo fatto sì che producessero molto di più“, ha detto Iger durante la call con gli investitori di mercoledì. “Abbiamo anche imparato nel tempo che la quantità non genera necessariamente qualità. E francamente, abbiamo tutti ammesso a noi stessi di aver perso un po’ di concentrazione producendo troppo. Consolidando un po’ e facendo sì che la Marvel si concentrasse molto di più sui suoi film, crediamo che ciò si tradurrà in una migliore qualità. Credo che il primo e migliore esempio sia ‘Thunderbolts*’. Sono molto soddisfatto.” “Sono molto fiducioso nel nostro programma di uscite future“, ha detto Iger, riferendosi a film come “Lilo & Stitch”, “Zootropolis 2”, “I Fantastici Quattro – Gli inizi” e “Avatar: Fire and Ash“, che chiuderanno il 2025. Poi, nel 2026, ci saranno “The Mandalorian and Grogu”, “Avengers: Doomsday” e “Toy Story 5”.

Alessandro Libianchi

Fonte: Variety

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