Tennis

Boris Becker e l’esperienza in carcere: “Vi racconto le mia prigioni”

Un grande tennista del passato dal carattere molto particolare. Boris Becker ha raccontato il suo periodo di detenzione, durato ben otto mesi in un carcere dell’Inghilterra, ai microfoni di Sat1. Lo sportivo ha dichiarato di aver vissuto attimi di vero terrore quando i detenuti lo hanno minaccio di morte. Una vicenda che certamente ha segnato la leggenda della racchetta.

Le parole di Boris Becker sulla sua prigionia in Inghilterra

Boris Becker e l'esperienza in carcere: "Vi racconto le mia prigioni"

Un prigioniero di nome John mi ha detto che se non avessi fatto questo o quello, mi avrebbe ucciso. L’avevo provato con altri che mi hanno salvato la vita. Per fortuna ha avuto l’appoggio di quei tre compagni e questo è venuto a chiedere scusa. Avevo due grosse preoccupazioni, la cella condivisa, ero fottutamente spaventato. E anche la doccia. I film non mi hanno aiutato, quando vedi il sapone che cade sul pavimento…

È estremamente affollata, estremamente sporca, estremamente pericolosa, con assassini, offerte sessuali, spaccio di droga, ogni genere di cose e devi prenderti cura di te perché le guardie non lo faranno. Sono molto amico di Jurgen e voleva venire a trovarmi. Ho dato i nomi al governo, poi è arrivata la risposta che non poteva farmi visita perché è un personaggio troppo noto. Dietro le sbarre, non sei nessuno. L’ho capito subito. Sei solo un numero. Nessuno mi ha mai chiamato Boris. A loro non importava chi fossi. Passavo il mio tempo insegnando inglese e matematica ai detenuti. Qualche settimana dopo ho studiato la filosofia dello stoicismo e l’ho insegnata. Ero anche il loro preparatore fisico. Questa condanna è stata una lezione molto dura, ma ha avuto anche ripercussioni positive. Ho pensato molto, ho riconosciuto i miei errori. Voglio restare sulla retta via. Ho ricevuto una seconda possibilità, sta a me coglierla. In questi anni ho vissuto al di sopra delle mie possibilità. Per troppo tempo ho creduto di poter vivere come nei giorni del mio splendore. Ora basta“.

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