Per decenni la cultura pop ha funzionato come una gigantesca macchina di addestramento sentimentale. Film, canzoni e anche romanzi ci hanno insegnato che la trama della vita coincide con la ricerca dell’anima gemella. Tutto il resto invece, è destinato a restare spesso sullo sfondo. Ma cosa accade quando quella trama non è più l’unica possibile, o magari semplicemente non ci interessa? L’ultima stagione della serie più chiacchierata del momento, continua a raccontare ciò che ha sempre raccontato: corteggiamenti, matrimoni, desideri e scandali nell’alta società londinese. Eppure, tra balli e promesse, emerge con sempre più forza un altro tipo di legame. Meno spettacolare forse, ma molto più resistente: Bridgerton 4, infatti, parla di amicizia.
Bridgerton 4 parla dell’amicizia tra Lady Danbury e Queen Charlotte

Quando Lady Danbury sente il bisogno di tornare nella sua casa – il suo paese d’origine – e lasciare così Mayfair, la sua scelta implica inevitabilmente una distanza dalla regina. Una distanza che Charlotte all’inizio non accetta, o meglio non può accettare, perché senza il suo re – affetto da una grave malattia – Agatha Danbury rappresenta il suo unico punto di riferimento. Nella loro ultima scena insieme non c’è un discorso memorabile. Ridono. Ed è proprio quella risata a dire tutto. Entrambe sanno che quella è una delle ultime volte che si vedranno, ma non c’è nessun addio struggente. Solo il guadarsi e riconoscersi nell’altra. È una forma di intimità diversa da quella romantica. Più silenziosa, ma spesso anche più intensa.
Del resto, anche la realtà sembra muoversi in questa direzione. Secondo i dati ISTAT, negli ultimi vent’anni in Italia l’età media del primo matrimonio è aumentata significativamente, superando i 35 anni per gli uomini e i 33 per le donne. Un cambiamento simbolico prima ancora che statistico: il matrimonio non è più l’inizio obbligato della storia, ma eventualmente uno dei suoi capitoli (tralasciando le numerose problematiche economiche che non permettono alle giovani coppie di creare un proprio nucleo familiare).
E mentre le narrazioni romantiche continuano a dominare il racconto popolare, sempre più spesso emergono immagini pubbliche che celebrano altri tipi di legame.
La cultura pop e l’amicizia: qualcosa di diverso dall’amore romantico
Ad esempio, agli Screen Actors Guild Awards tenutisi il primo marzo scorso, diversi attori hanno scelto di presentarsi accompagnati dalle proprie madri. Tra loro Timothée Chalamet e Michael B. Jordan e proprio quest’ultimo, ricevendo il premio come miglior attore, ha ricordato il sostegno della madre negli anni in cui le risorse economiche erano poche, ma il supporto e la fiducia non sono mai mancati. Anche in Italia segnali simili emergono nei contesti più popolari. Sul palco del Festival di Sanremo alcuni artisti hanno scelto di portare con sé le proprie madri, trasformando un momento mediatico in un gesto di riconoscimento pubblico.
Tutto questo ci suggerisce un’immagine diversa, un’immagine di una vita sostenuta da una rete fittissima di relazioni: amicizie che durano decenni, madri che accompagnano percorsi difficili, o più in generale rapporti di qualsiasi tipo che tengono insieme intere comunità, in un mondo che ci invita sempre di più all’individualismo.
È ciò che Bridgerton mostra con sorprendente chiarezza. Per decenni abbiamo raccontato la vita come se fosse una linea retta che porta inevitabilmente verso un grande amore. Ma sempre più spesso la realtà — e perfino la cultura pop — suggerisce un’immagine diversa: non una linea, ma molteplici. Legami diversi, che si intrecciano, si allontanano e poi tornano perfino, per rincontrarsi. E forse è proprio questo che la risata finale tra Lady Danbury e Queen Charlotte riesce a raccontare meglio di qualsiasi dichiarazione romantica: che una vita piena non è quella definita da un solo grande amore, ma quella sostenuta da chiunque ti voglia bene. E, alle volte, è tutto ciò che basta.
Camilla Golia
Seguici su Google News





