Bruce Springsteen ha scritto una canzone per Minneapolis, la città del Minnesota dove nelle ultime settimane l’amministrazione di Donald Trump ha inviato migliaia di agenti federali per un’operazione anti-immigrazione brutale e molto contestata, che ha portato a violenti scontri con i residenti e all’omicidio di due manifestanti pacifici.

Springsteen ha detto di aver scritto il brano sabato, il giorno in cui è stato ucciso Alex Pretti, un infermiere di 37 anni a cui i federali hanno sparato 10 colpi mentre si trovava già a terra disarmato. Lo ha dedicato espressamente a Pretti e a Renee Nicole Good, l’attivista uccisa lo scorso 7 gennaio. Entrambi sono citati nel testo, insieme agli altri cittadini che si stanno unendo alle proteste.

Bruce Springsteen non fa sconti a nessuno e canta a gran voce “ICE out now” e nel testo della canzone descrive Minneapolis come “una città in fiamme” che ha combattuto fuoco e ghiaccio sotto gli stivali di un occupante, l’esercito privato di Re Trump”, “venuti a Minneapolis per far rispettare la legge” (A city aflame fought fire and ice, ‘Neath an occupier’s boots, King Trump’s private army from the DHS. Came to Minneapolis to enforce the law).

Springsteen cita e omaggia i due morti, uccisi dagli agenti dell’Ice: “Contro il fumo e i proiettili di gomma / Alle prime luci dell’alba / I cittadini si battevano per la giustizia / Le loro voci risuonavano nella notte / E c’erano impronte insanguinate / Dove avrebbe dovuto esserci pietà / E due morti lasciati a morire sulle strade innevate / Alex Pretti e Renee Good” (Against smoke and rubber bullets / By the dawn’s early light / Citizens stood for justice / Their voices ringing through the night / And there were bloody footprints / Where mercy should have stood / And two dead left to die on snow-filled streets / Alex Pretti and Renee Good).

E si scaglia contro il sistema: “La loro accusa era di legittima difesa, signore / Non credete ai vostri occhi / È il nostro sangue e le nostre ossa / E questi fischietti e telefoni / Contro le sporche bugie di Miller e Noem (Their claim was self defense, sir / Just don’t believe your eyes / It’s our blood and bones / And these whistles and phones / Against Miller and Noem’s dirty lies). La canzone si conclude: “Ricorderemo i nomi di coloro che sono morti / Per le strade di Minneapolis” (We’ll remember the names of those who died / On the streets of Minneapolis).