Se dovessimo soffermarci sulla sua maturità artistica, non penseremmo mai che Billie Eilish abbia appena compiuto ventitré anni. La cantautrice statunitense, idolo della Gen Z, ma apprezzata anche dalle generazioni precedenti, è nata il 18 dicembre 2001 a Los Angeles. Appena tredicenne, si è fatta conoscere grazie alla pubblicazione sulla piattaforma SoundCloud di Ocean Eyes, scritta dal fratello Finneas e divenuto subito virale. La carriera della cantante è decollata in brevissimo tempo, ma il suo talento e la capacità di restare sempre fedele a se stessa, sperimentando senza snaturarsi, le hanno consentito di diventare una delle voci più riconoscibili del panorama musicale contemporaneo.
Nove Grammy Awards, due American Music Awards, tre Billboard Music Awards, tre BRIT Awards, cinque iHeartRadio Music Awards, tre MTV European Music Awards, sei MTV Video Music Awards, un NRJ Music Award, due Golden Globes e due Oscar (per No Time To Die, main theme di 007 e per What Was I Made For?, parte dell’OST di Barbie) fanno di lei una delle popstar più premiate di sempre. Numeri da record, considerando il fatto che Billie ha all’attivo appena quattro album in studio. Per celebrare il suo compleanno, ripercorriamo insieme i cinque brani che ci hanno fatto innamorare di lei.
Ocean Eyes, il debutto di Billie Eilish

Nonostante il primo pezzo caricato su SoundCloud sia Fingers Crossed, poi rimosso dalla stessa ragazza perché da lei ritenuto brutto, tutto ha avuto origine con Ocean Eyes. Composta e prodotta dal fratello maggiore Finneas, la canzone era inizialmente destinata alla sua band, ma le cose sono andate diversamente. Billie ha raccontato così la genesi del pezzo: «Oltre a cantare, sono anche una ballerina. Danzo da quando avevo otto anni. L’anno scorso, uno dei miei insegnanti mi ha chiesto se avrei scritto una canzone o se mio fratello avrebbe scritto una canzone per una coreografia. E ho pensato, “sì, è una cosa così bella da fare!” Poi mio fratello venne da me con Ocean Eyes, che aveva originariamente scritto per la sua band. Mi disse che pensava che la mia voce sarebbe stata perfetta. Mi insegnò la canzone e la cantammo insieme alla sua chitarra e l’ho adorato — mi è rimasta in testa per settimane. In un certo senso abbiamo deciso che quella era la canzone che avremmo usato per la coreografia. »
Una serie di fortunate coincidenze ne ha reso possibile il successo: «L’abbiamo messa su SoundCloud con un link per il download gratuito in modo che il mio insegnante di danza potesse scaricarla. In realtà non avevamo intenzione di farlo. Ma fondamentalmente durante la notte un sacco di persone hanno iniziato a sentirla e condividerla. Hillydilly, un sito di scoperte musicali, lo ha trovato e pubblicato ed è diventato sempre più popolare. Quindi, Danny Ruckasin, che ora è il mio manager, ha contattato mio fratello e gli ha detto, “amico, questa canzone diventerà enorme e penso che avrai bisogno di aiuto lungo la strada. Voglio aiutarvi ragazzi”.». Non si può dire che abbia avuto torto.
Lovely, il featuring con Khalid per 13 Reasons Why

Scritta nella camera da letto di Finneas, accanto a una registrazione della parte del piano della canzone, è inserita nella colonna sonora della serie TV 13 Reasons Why, tratta dall’omonimo romanzo di Jay Asher. Il teen drama affronta diverse tematiche molto delicate, dal suicidio alla depressione, fino al bullismo, e il brano eseguito in collaborazione con il cantautore Khalid riflette la serietà degli argomenti trattati.
Eilish ha raccontato: «Una cosa che dirò è che quando abbiamo scritto questo pezzo, la cosa bella è che non è stato come andare in studio e scrivere una hit. Lui è venuto da noi e ci siamo divertiti. Io e mio fratello siamo rimasti con Khalid a casa nostra ed è stato letteralmente come stare insieme tra amici.».
Billie “The Voice” Eilish in When The Party’s Over

Distribuita come secondo estratto dall’album d’esordio When We All Fall Asleep, Where Do We Go? (2019), questa piano ballad mette in risalto la vocalità di Billie e si concentra sull’interpretazione, spogliata di qualsiasi orpello strumentale. Il concept dietro When the Party’s Over parte da un’esperienza personale di Finneas. Il ragazzo aveva infatti abbandonato, apparentemente senza motivo, la casa della sua fidanzata. Lungo il tragitto verso la propria abitazione, si era ritrovato allo stesso tempo triste per la fine della relazione e “al sicuro” per non aver mai davvero investito emotivamente nel rappporto.
Il brano è stato eseguito dal vivo un anno prima della pubblicazione, idea in seguito ritenuta sbagliata; i due fratelli, infatti, temevano che la registrazione non sarebbe piaciuta quanto la versione live. Billie e Finneas hanno deciso che la traccia sarebbe stata quasi interamente vocale, utilizzando solo sub-bassi e pianoforte acustico come strumenti aggiuntivi. Questo ha reso molto impegnativo mantenere ogni battuta interessante. La canzone ha richiesto circa cento tracce vocali, che includono l’impilamento di livelli su ogni parte dell’armonia, mentre Eilish ha registrato oltre novanta riprese della prima parola della canzone “don’t” per ottenere il suono giusto.
La consacrazione con Bad Guy

Parlando di Bad Guy, quinto estratto del disco d’esordio di Billie, Caitlin White di Uproxx ha lodato «la voce adolescente di una donna che si vanta del suo potere, afferma il suo dominio sessuale e usa gli uomini come giocattoli invece di cantare sull’essere usata come uno di loro». Per la giornalista, «Bad Guy posiziona una giovane pop star femminile in un ruolo che di solito è riservato agli uomini del rock o dell’hip hop». In effetti, nel pezzo la cantautrice schernisce in modo ironico il suo partner, definendolo un “ragazzaccio”. Subito dopo, tuttavia, dichiara di essere molto peggio di lui, riservando per sé il ruolo di cattiva.
Il singolo, acclamato universalmente dalla critica, ha consacrato definitivamente Billie Eilish come star del firmamento musicale, e le è valso diversi riconoscimenti. Tra questi, il Grammy come Record Of The Year e Song Of The Year. Il video che lo accompagna, però, è stato al centro di una piccola controversia. Il filmato è stato infatti accusato di aver plagiato un servizio fotografico di Maurizio Cattelan e Pierpaolo Ferrari dalla rivista Toiletpaper.
Billie Eilish ci pone domande senza risposta in Bury a Friend

Definita da Consequence «la combinazione perfetta di spaventoso e interessante», Bury a Friend è una piccola gemma synth-pop, elettronica, electropop e industrial. Il suo testo cupo e vagamente violento racconta un incubo dal punto di vista inedito del classico mostro nascosto sotto il letto. Per Billie, «Qualunque cosa potrebbe essere il mostro, potrebbe essere qualcuno che ami così tanto da prendere il sopravvento sulla tua vita. Penso che amore, terrore e odio siano la stessa cosa».
Il brano, volutamente inquietante e supportato da un videoclip ancora più dark, ha ottenuto un grande successo, e ha mostrato il lato più spaventoso e anticonformista della cantante, che non ha paura di spaventare e di risultare oscura e disturbante. Il verso «When We All Fall Asleep, Where Do We Go?» dà il titolo all’intero album e pone l’ascoltatore di fronte a un quesito che lo costringe ad interrogare il proprio inconscio, senza però trovare una risposta precisa: «Dove andiamo, quando ci addormentiamo?».
Federica Checchia
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