Un viaggio lungo cinquant’anni quello della cartiera Giano di Fabriano, terminato ieri mattina. Alle 8:00 la macchina continua F3 ha prodotto la sua ultima bobina di carta, per poi essere spenta definitivamente alle 8:15. Un «colpo al cuore» per tutti gli operai, che hanno firmato un foglio d’addio.
La triste decisione era arrivata ad ottobre, quando il gruppo Fedrigoni ha annunciato l’uscita dal business della carta per ufficio, segnando così di fatto la chiusura dell’azienda Giano, che verrà dismessa dal 1 gennaio 2025. «Una linea di produzione che, a mia memoria, nella storia della nostra Cartiera», ha ricordato il consigliere comunale Riccardo Ragni, «non era mai stata fermata, neppure un solo giorno, neanche durante i periodi delle ferie estive. Purtroppo era una decisione annunciata, ma leggere una notizia del genere, da figlio di un operaio che nello stabilimento di Vetralla ha lavorato trentasei anni, di cui molti proprio su quella linea, mi ha provocato un senso di grande tristezza».
Fabriano: il dispiacere dei dipendenti
La scelta del Gruppo Fedrigoni è seguita ad un biennio di ricerca di partner disposti a investire su Giano. Queste le parole dell’amministratore delegato Marco Nespolo: «Abbiamo cercato a lungo, senza successo, partner che dessero le necessarie garanzie di sviluppo e di rilancio del business dell’ufficio. Abbiamo sondato tutti gli scenari possibili, fino a valutare la vendita dell’intero business Fabriano, nonostante sia per noi un asset strategico. Neanche in questo caso abbiamo, purtroppo, individuato potenziali partner, per cui siamo giunti alla difficile, ma necessaria decisione di uscire dal business dell’ufficio.».
Il Copy 2, primo foglio per fotocopie, era nato cinquant’anni fa, diventando parte dell’identità di Fabriano e della comunità sviluppatasi intorno alla fabbrica. «Sono testimone di un momento dove ognuno è rimasto chiuso dentro il proprio dolore», ha ammesso un dipendente, «hanno fatto affondare il nostro Titanic».
Federica Checchia
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