La sua carriera è puntellata di personaggi spigolosi, pungenti, magnetici. Oscilla tra il ragazzino fragile quanto un fiore, candido ed educato al male assoluto, capace di infliggere dolore senza risentimento alcuno. Stiamo parlando dell’attore statunitense Caleb Landry Jones. Ora in sala, chiuso nell’armatura del nuovo Dracula di Luc Besson ma con alle spalle una carriera brillante. Ripercorriamo le tappe di uno degli attori più talentuosi del cinema contemporaneo, che a ragion di merito, ha goduto di una precoce e straordinaria ascesa.
Caleb Landry Jones: dal teatro al cinema d’autore
Abbiamo imparato a conoscere il talento di Caleb Landry Jones in Dogman (Luc Besson) e in Dracula – L’amore perduto, del medesimo regista. Ciò che forse ci sfugge è la lista di personaggi che ha interpretato in passato e che gli hanno consentito di maturare in fretta un carisma latente ma che aspettava solo di essere scoperto. Originario di Garland, Texas, Caleb si avvicina prima al teatro, sotto spinta dei genitori e poi al cinema, in The Outpost (Rod Lurie, 2020). Se rinvanghiamo alla mente la scena finale di Non è un paese per vecchi (Fratelli Coen, 2017) scorgiamo un Caleb giovanissimo, di soli 16 anni, che va in bicicletta e si trova faccia a faccia con il villain interpretato da Javier Bardem. Inizia così una lunga storia d’amore con il cinema d’autore. Ma questo costituisce solo l’inizio di una carriera di successo che mai Caleb, affetto da un disturbo ossessivo compulsivo, e tendente all’introversione sin da piccolo, si sarebbe immaginato per la sua vita.

Los Angeles e l’ascesa
La sua carriera esordiente lo vede lavorare in tanti ruoli minori tra il Texas e gli Stati limitrofi. Si trasferisce poi a Los Angeles, grazie ai 5000 dollari guadagnati, recitando nell’horror L’ultimo esorcismo (Daniel Stamm, 2010). Sei mesi dopo ha ottenuto una parte in X-Men-L’inizio (Matthew Vaughn, 2011). «Sapevo che non potevo permettermi una scuola di cinema e non ero riuscito a entrare alla Juillard […] Mi sono detto: hai cinquemila dollari in tasca, quando ti ricapita? Andavo a Los Angeles sapendo nel profondo che o questa cosa decollava velocemente o me ne sarei tornato per sempre a casa a fare qualcos’altro.»
2017: un anno importante
Il 2017 è un anno che fa da spartiacque. Se con X-Men il pubblico lo consacra a volto carismatico e altamente riconoscibile, è subito dopo che assistiamo alla vera ascesa. Recita in produzioni sempre più colossali, arrivando alla dark-comedy Tre Manifesti ad Ebbing, Missouri, in corsa agli Oscar in quell’anno (aggiudicandosi ben due statuette per gli attori protagonisti). Seppur non candidato, il ruolo del mite pubblicitario di Caleb non passa certo inosservato e promette al pubblico di poter raccontare storie diverse fra loro, che contengano in sè tante sfumature, come quella ibrida della commedia agrodolce. Allo stesso modo conquista il favore -o dovremmo dire- il terrore del pubblico, recitando nell’horror psicologico Get Out-scappa, diretto dal grande Jordan Peel, nel ruolo del fratello della protagonista, che, come l’intera famiglia, dimostrerà la propria realtà sinistra. A seguire, nel medesimo anno, veste i panni del figlio di William Dafoe in Un sogno chiamato Florida (di Sean Baker). E ancora, compare al fianco di Tom Hanks in Barry Seal- Una storia americana (Doug Liman). Regala anche una parte per il piccolo schermo, recitando nella nuova serie di Twin Peaks.

Dal Festival di Cannes a Luc Besson
Torna nel 2021 con un film purtroppo poco distribuito, ma in corsa nel circuito festivaliero di quell’anno: Nitram (Justin Kurzel, 2021), in cui riveste il ruolo complesso del pluriomicida di una scuola americana, Martin Bryant, in una versione fittizia della sua storia. Con Nitram Caleb Landry Jones conquista il primo riconoscimento importante: premio per il miglior attore al Festival di Cannes 2021. Non passa molto prima che avvenga l’incontro cruciale con il grande regista francese Luc Besson. Dogman di Luc Besson, presentato a Venezia due anni dopo, in cui Caleb recita quasi tutto il tempo da solo con un gruppo di cani, è un film originale e imprevedibile. Si narra la storia di un uomo disabile che, senza aver addestrato i suoi cani, si ritrova la fortuna di poter contare su di loro, in tutto, sfidando persino la legalità. Drag queen per guadagnare, tormentato dalle ferite del suo passato, Doug si reinventa un modo per stare al mondo. E tanto somiglia a Caleb: sfrontato e garbato, femminile e virile, forte e fragile, Caleb conquista per queste qualità le aspettative di Besson, come attore e come persona, venendo descritto dal regista come uno degli attori più umili ed educati che conosca.

Dracula – L’amore perduto
Sarà proprio il rapporto di grande amicizia e complicità con Besson che spingerà l’attore a decidere di accettare il ruolo di Dracula. Con sincera spontaneità rivela «Era un mio sogno stabilire un rapporto di questo genere con un regista, un rapporto alla Scorsese-De Niro, quella relazione in cui qualcuno ti immagina in un ruolo e poi ti spinge oltre per vedere cosa può succedere. Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto». Jones ha trovato un nuovo tono di voce per il suo vampiro, roco e più basso del suo timbro naturale, ha indossato una ventina di costumi diversi e si è sottoposto fino a quattro ore di make-up al giorno. Dracula funziona, funziona per la ricerca meticolosa dei costumi, per il lavoro sulla messa in scena, per la storia d’amore che con la sua natura tanto viscerale fa sognare il pubblico e ci ricorda i ‘lacci amorosi’ del Rinascimento, un’era sentimentale che fu, e che forse, può tornare…

Amante del cinema e della vita semplice
Istrionico, magnetico, sofisticato, ma dalla preziosa imprevedibilità. L’attore e musicista Caleb Landry Jones, promette una splendida prosecuzione di carriera. Oggi vive a Los Angeles con l’amore di sua moglie, l’artista russa Katya Zvereva, da cui ha avuto una figlia. Eppure Caleb è un’artista semplice, senza grilli per la testa. Come dice lui stesso sul mondo di Hollywood: “Vengo dal Texas, non amo questo genere di cose”, seppur ci viva, infatti, la formalità hollywoodiana non fa per lui. E’ piuttosto alla musica (specialmente alla musica rock) e al set cinematografico, che dedica la sua totale attenzione. Il cinema ci ha fatto dunque scoprire una personalità complessa, dalla precoce maturazione artistica. Un attore che, grazie al suo versatile talento, riesce ad affacciarsi dal parapetto del cinema, raccontandoci tutto sull’uomo contemporaneo, ricco oggi più che mai, di enigmi da risolvere e abissi da contemplare.
Doriana Gatta





